Augusta, da 5 mesi non vede più il figlio di tre anni, sparito con la madre. L’appello disperato di un padre

L’ultima  volta che Giovanni Daidone ha visto il figlio di tre anni e mezzo è stato il 29 febbraio scorso

Da 5 mesi non vede suo figlio di tre anni e mezzo e non sa più niente del piccolo, sparito insieme alla madre ed ex compagna originaria di Carlentini. Forse all’estero. È un padre disperato Giovanni Daidone, operaio augustano della zona industriale  che sta vivendo uno degli incubi forse peggiori per un genitore, quello cioè di non sapere che fine abbia fatto il proprio figlio, per di più molto piccolo. Alle spalle di questa vicenda, molto delicata, perché coinvolge un minore c’è una separazione  tra i due genitori che risalirebbe ad ancora prima della nascita del bambino e una difficoltà a portare avanti la quotidianità serenamente.

La coppia, che viveva separata già in paio di anni dopo il matrimonio, dopo che la donna aveva lasciato Augusta ed era ritornata nell’abitazione di famiglia a Carlentini, in un primo momento era stata seguita da un assistente sociale di Augusta e il giudice aveva concesso al padre il diritto di vedere il bambino all’inizio tre giorni a settimana, per 4 ore al pomeriggio. Poi quando il bambino aveva compiuto un anno aveva acconsentito anche che potesse trascorrere una settimana di vacanza e due notti a settimana con il padre. Ma c’era sempre qualche problema. “L’anno scorso dopo la settimana di vacanza con mio figlio, sua madre non me l’ha fatto vedere per 4 mesi circa e sono stato costretto a chiamare anche i carabinieri e a fare un altro ricorso. – racconta l’uomo- Cosi  il giudice del tribunale di Siracusa a novembre dell’anno scorso  ha attivato il monitoraggio dell’assistente sociale di Carlentini, a cui il bambino è stato ed è ancora affidato, se pur collocato nell’abitazione della madre che io frequentavo secondo le indicazioni del tribunale”.

Tutto più o meno è proseguito fino  al 29 febbraio di quest’anno, quando il papà ha visto il bambino, sempre negli orari stabiliti, nella casa della madre per l’ultima volta. È seguito il 3 marzo un incontro con l’assistente sociale di Carlentini e da allora non si hanno più notizie della quarantaduenne che, qualche giorno dopo, avrebbe preso un aereo per l’estero, portando con sé il bambino pare senza che nessuno sapesse niente.

Il 7 marzo mi è arrivata una chiamata  da un parente della mia ex moglie che mi diceva che aveva necessità ed urgenza di parlare con lei, ma  non si riusciva a contattarla. Allora mi sono allarmato e sono andato dai carabinieri a fare una denuncia. Da allora – continua Daidone – sono partite le indagini e ad oggi, però dopo  5 mesi  non sono riuscito non solo ad abbracciare mio figlio, ma non so  più che fine abbia fatto. Se sta bene, dove si trova esattamente. Con il mio avvocato Domenico La Face abbiamo contattato anche l’Autorità centrale di Roma del ministero della Giustizia che dice essere in contatto con le autorità straniere, ma questa donna è in un paese che non conosce, da sola con un bambino piccolo. Non conosce la lingua, non ha parenti né amici.  Ho  scritto anche alla Procura di Siracusa che mi ha detto di aver interessato le autorità del paese straniero, ho scritto anche al premier Giuseppe Conte, ai ministri degli Esteri Luigi  Di Maio e Alfonso Bonafede,  ho inviato tutto  il fascicolo anche al senatore augustano Pino Pisani. Tutti mi dicono che stanno indagando,  che la competenza del rimpatrio non è dell’Italia, ma ogni giorno che passa ho paura che prima o poi spariscano del tutto e io non potrò più vedere il mio bambino. Chiedo a chiunque possa aiutarmi di farmi ritrovare  mio figlio, al più presto. Sono disperato”.

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