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Augusta, covid e scuole: domani riaprono tutti gli istituti chiusi dal 19 marzo

La disinfestazione nei comprensivi, iniziata già oggi e che proseguirà anche domani, non interferirà con le lezioni che, dunque, riprenderanno in presenza

Riaprono domani dopo uno stop di 14 giorni (più i 5 delle vacanze pasquali) le scuole cittadine di ogni ordine e grado, mentre sono 175 i positivi ad Augusta. Erano state chiuse, con la conseguente attivazione della didattica a distanza, già dal 19 marzo da un’ordinanza del sindaco Peppe Di Mare che, su richiesta dell’Asp di Siracusa, aveva adottato il provvedimento per l’alto numero di classi in quarantena, oltre 10, dovuti alla presenza di alunni postivi al covid 19 che aveva fatto scattare l’isolamento domiciliare anche per tutti gli altri compagni di classe. Qualche giorno dopo anche la Regione, con un provvedimento del presidente Musumeci, aveva chiuso le scuole assieme a quelle di Melilli e di altri 20 enti siciliani. Ma per tre giorni.

Gli interventi di disinfestazione degli istituti scolastici comprensivi di competenza comunale, iniziati già oggi e che proseguiranno anche domani, saranno effettuati in maniera tale da non interferire con le lezioni che, dunque, riprenderanno in presenza dopo il via libera arrivato dai tamponi negativi per gli alunni i cui risultati, in alcuni casi, sono arrivati con ritardo perché hanno risentito della mancanza di reagenti nei laboratori del siracusano che hanno costretto a rivolgersi a Catania e Palermo.

Per gli studenti delle scuole superiori, invece, dopo il ritorno a partire da oggi della Sicilia in zona “arancione” e così come prevede l’ordinanza regionale  dovrà essere garantita la didattica in presenza ad almeno il 50 % delle classi, e fino a un massimo del 75%. Il superamento dei tre giorni di  zona rossa ha, inoltre, consentito oggi la riapertura del cimitero comunale, chiuso durante lo scorso fine settimana e la Pasquetta.

Sul fronte dei contagi, ad Augusta, il dato ufficiale si è fermato a 175, inferiore rispetto ai 207 positivi del 28 marzo scorso ma con una andamento altalenante degli ultimi giorni e che comunque non esclude ancora del tutto il ricorso alla “zona rossa”.


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