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Augusta, Covid center del Muscatello con un solo ricoverato. Si attende il ripristino di Medicina e Chirurgia

Fazio e  Canigiula sollecitano l’Asp e chi di dovere ad intervenire subito per restituire i reparti essenziali, Schermi rilancia l'idea di riattivare l'ex Villa salus

Il reparto Covid dell’ospedale Muscatello è praticamente vuoto, con un solo ricoverato fino ieri e infermieri in “ferie d’ufficio.” A quando, dunque, il ripristino dei due reparti essenziali come la Chirurgia e la Medicina? A chiederselo sono i due consiglieri comunali Vanessa Fazio  e Vincenzo Canigiula, che riaccendono i riflettori sul futuro del  nosocomio cittadino anche a seguito delle preoccupazioni dei molti augustani che temono che  l’ospedale “non ritornerà come prima” e che sia “stata trovata la chiave giusta per depotenziarlo come da progetto che da anni mirava a questo”, rendendolo  un presidio “solo per il pronto soccorso”.

Il Covid  center del nosocomio cittadino, da quando è stato istituito a marzo nella Chirurgia e poi ampliato ad aprile nella Medicina,  in realtà, non è mai stato al completo nei suoi 32 posti letto e ha avuto poco più di una decina di malati non gravi contagiati dal coronavirus. Adesso l’ex Medicina è vuota e l’unico ricoverato si trova nell’ex Chirurgia, tra il personale sanitario, inoltre, si alternano solo un infermiere e un ausiliario a turno, mentre “gli altri infermieri sono stati posti in “ferie d’ufficio”. Ora, – dicono i due esponenti politici- visto che il peggio è passato e che i contagi sono in picchiata, visto che a Siracusa sono ricoverati fortunatamente solo 21 pazienti,  che esiste il  Trigona di Noto, viste un sacco di altre cose (piano territoriale di protezione civile, a proposito, è stato aggiornato?) cosa stanno aspettando vertici dell’Asp a ripristinare Chirurgia e Medicina?” Cosa aspettano per restituire al Muscatello l’uso legittimo e cioè quello di ospedale ricadente in area ad alto rischio industriale?”.

I due si chiedono anche se il sindaco Cettina Di Pietro, della quale “rammentiamo la non-competenza stia “compulsando”, per usare un verbo a lei caro, questi signori? O attendiamo forse una riapparizione massiccia del virus e nessuno può esserne messo a conoscenza? Dobbiamo forse approvare il pessimismo generale su questa faccenda? Noi personalmente non istigheremo nessuno a pensare negativamente” concludono i due  invitando “chi di dovere a intervenire da subito per restituire al Muscatello i reparti di Chirurgia e Medicina che di fatto fanno si che una struttura sanitaria venga definita ospedale, dignitosamente”.

Di diverse idea, invece, il consigliere comunale Giuseppe Schermi che ha inviato una nota all’assessore regionale alla Sanità, al direttore generale dell’Asp di Siracusa, ai sindaci della zona industriale e al prefetto rilanciando l’ipotesi di riattivare la struttura dismessa dell’ex Villa Salus come ospedale di zona industriale al posto del Muscatello, riconvertito in Covid center. Per questo l’esponente dell’opposizione aveva avviato una petizione che ha raccolto oltre mille firme e sostiene che è “quanto mai sentita l’esigenza di avere un ospedale d’eccellenza in grado di offrire tutti i servizi ospedalieri a tutela della salute dai rischi ambientali, come sancito dalla legge di riordino della rete ospedaliera siciliana. Infatti – scrive nella nota – nonostante la sostanziale assenza di pazienti Covid  nei reparti adibiti al Muscatello, temo tempi lunghi anche solo per ipotizzare  un ritorno alla situazione ex ante del nosocomio. Ciò a causa dell’elevato rischio di ritorno Covid conseguente ai flussi di pendolarismo estivo verso i nostri Comuni costieri siciliani, a cui si sommerà in autunno la confusione con le influenze stagionali”.


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