Augusta, Covid-center del Muscatello: arrivati i primi pazienti da altri comuni. Ma non si placa la polemica

Non si placano le polemiche per l’uso di Chirurgia, il consigliere Schermi chiede di usare lex  clinica privata Villa salus, per Canigiula c’e’ anche l’ex ospedale della Marina militare

Sono arrivati al Covid-center dell’ospedale Muscatello i primi pazienti provenienti da altri comuni. Sarebbero in cinque, al momento, di età avanzata, alcuni già positivi al coronavirus altri in attesa dell’esito del tampone, tutti si trovano dentro il reparto di Chirurgia, al primo piano del Muscatello dove non si fanno più temporaneamente interventi chirurgici.

E le urgenze e anche i pazienti che si trovavano in corsia sono stati trasferiti al nosocomio di Lentini, dove c’è un reparto di Rianimazione, che non sarebbe dedicato al Covid. E continuano le polemiche sull’utilizzo del reparto di Chirurgia per allestire il centro dedicato ai casi meno gravi di affetti da virus.

Il fatto che siano non gravi, non significa che siano non contagiosi –dice il consigliere comunale Giuseppe Schermi, ex vicesindaco grillino passato all’opposizione in un lettera aperta indirizzata al sindaco Cettina Di Pietro- I percorsi puliti sono teoria accademica. La realtà è che dal reparto si entra e si esce e che gli operatori sanitari non hanno adeguati dispositivi di protezione individuale per proteggersi dal contagio. Non è polemica politica la mia, è profilassi”.

Schermi chiede al primo cittadino di “cancellare con un colpo di spugna 5 anni di aspettative disattese. Per favore, fatti aiutare -aggiunge- Ben venga un Covid hospital di provincia ad Augusta, ma non può essere il Muscatello. Si prenda Villa salus, c’è la possibilità di farlo per legge e l’accordo siglato in Regione con l’associazione. Chieda che si porti personale ospedaliero specializzato da tutta la provincia a riempirlo. Questa è una emergenza e tutti noi vogliamo rassicurazione che il nostro nosocomio non possa divenire focolaio di contagio. Proteggiamo intanto da subito chi si prende cura di noi, il personale ospedaliero”. Ma per Di Pietro “il consigliere deve rivolgere la sua richiesta all’assessorato regionale ed all’Asp. A me non risulta che al momento qui in Sicilia siamo state requisite strutture ospedaliere private” – ha replicato

Oltre all’ex Villa salus in provincia esistono fabbricati oramai in disuso che sarebbero potuti servire allo scopo, come l’ex ospedale Trigona di Noto e l’ex ospedale della Marina militare secondo il consigliere comunale di opposizione Enzo Canigiula che considera la decisione di usare Chirurgia come “la peggiore strada che si potesse intraprendere. Oltre a queste opzioni – aggiunge- si sarebbe potuta sfruttare una nave da crociera, come qualcuno sta già facendo, considerate le grandi potenzialità dei fondali del nostro porto. La cosa che mi dispiace più di ogni altra è che, viste le restrizioni, non posso richiedere la convocazione della terza commissione presieduta dal collega consigliere Uccio Blanco al fine di stilare un documento di indirizzo, sul quale sono certo tutti i componenti di sarebbero trovati d’accordo, per invitare la nostra amministrazione presieduta da Cettina Di Pietro ad intervenire con l’assessore regionale Razza per fargli rivedere questo piano catastrofico che, a mio avviso, ucciderà definitivamente il nostro ospedale. Da chiacchiere da bar (virtuale) pare che – conclude- se dovesse essere necessario potrebbe essere usato anche il reparto di Medicina. Auspico che questo messaggio giunga forte e chiaro alle istituzioni tutte. Per la tutela nostra, degli operatori sanitari, dei pazienti ricoverati”


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