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Augusta, covid-center anche dentro la Medicina del Muscatello: esposto alla Procura del consigliere Di Mare

I consiglieri Triberio, Canigiula e Fazio hanno presentato un’altra interrogazione con risposta scritta al sindaco Di Pietro sul piano aziendale dell’Asp

L'ascensore al secondo piano solo per personale autorizzato area Covid

Un esposto alla procura di Siracusa contro la decisione dell’Asp di Siracusa di utilizzare anche il reparto di Medicina dell’ospedale Muscatello per ampliare il Covid center e un’interrogazione al sindaco anche sulla possibilità di eventuali ridimensionamenti di Cardiologia e Neurologia.

Fanno sempre più discutere le scelte dell’Asp di Siracusa che, per ampliare il centro per accogliere i contagiati dal virus meno gravi -già sistemato al posto della Chirurgia -dove al momento si registra fino ad un massimo di 8 persone ricoverate da altri comuni a fronte dei 14 posti presenti- sta privando di reparti essenziali un ospedale, che già in passato ha perso importanti servizi e che rischia, ancora oggi, di “pagare un prezzo altissimo”.

La pensa così il consigliere comunale Peppe di Mare, che oggi ha presentato un esposto alla Procura di Siracusa, al ministero alla Salute, al presidente della Regione, all’assessore alla Salute e, tra gli altri, al prefetto di Siracusa definendo le scelte assunte dall’Azienda ospedaliera siracusana “fastidiose, inique ed ingiustificate”. Con i 18 posti letto di Medicina che dal 5 aprile, secondo il piano dell’Asp, ospiterà malati del coronavirus, di fatto, “si trasforma l’intero Muscatello in un ospedale covid-19, facendolo diventare il più grande covid center della provincia di Siracusa escluso il capoluogo (i posti assegnati a Noto utilizzano reparti senza ricoverati). Incomprensibile, vessatoria e discriminatoria appare la scelta effettuata dai vertici dell’Asp di Siracusa, l’ospedale di Augusta – prosegue l’esposto- è privo di tutti i supporti necessari per curare i malati di covid-19 come la terapia intensiva e gli spazi necessari, misterioso come altri ospedali della provincia come quelli di Avola e Lentini seppur completi di tutte le necessarie caratteristiche per tutelare la salute dei malati covid-19 siano rimasti esclusi da ogni ragionamento”.

Secondo l’esponente dell’opposizione ancora una volta, probabilmente, “l’assenza di una forte e presente rappresentanza politica e delle istituzioni ha concesso di gestire un’emergenza a scapito di chi non ha santi in Paradiso. Quando tutto questo finirà, – conclude- qualcuno che ricopre importanti ruoli istituzionali e che poteva e doveva evitare tutto, dovrà dar conto alla città di silenzi e fatti, oggi continueremo con rispetto a combattere questa maledetta guerra contro il virus. Di fatto prendiamo atto, che oggi la riconversione della Medicina porta alla chiusura dell’ospedale Muscatello, e purtroppo non abbiamo neanche la possibilità di credere a chi, la direzione sanitaria, si affretta a parlare di atti temporanei, la credibilità è stata smarrita.

Nell’esposto Di Mare, inoltre, sottolinea come lo stesso reparto di Cardiologia “ormai viene evitato dai cittadini proprio per quella paura che scaturisce dalla promiscuità e dalla dubbia presenza di percorsi di garanzia e sicurezza che, con queste nuove decisioni, saranno sempre più difficili da perseguire”.

E lo stesso reparto che si trova al piano terra del vecchio plesso, accanto all’ingresso dedicato al Covid-center, potrebbe anche essere, a sua volta, ridimensionato per accogliere i 4 posti di Neurologia che si trova esattamente di fronte alla Medicina. Questi posti della Neurologia, in futuro, potrebbero anche essere utilizzati come posti Covid, pertanto i posti letto corrispondenti verrebbero trasferiti alla Cardiologia, dove verrebbero meno 4 posti letto.

Lo afferma il consigliere comunale Giancarlo Triberio secondo cui “oggi purtroppo constatiamo l’amara realtà temuta con l’effettuazione dei sopralluoghi per ridimensionare i reparti di Neurologia e Cardiologia a 4 posti letto ciascuno”, e questo fa temere per “lo smantellamento dell’ospedale Muscatello con grave danno per la nostra comunità e con la zona industriale, porto e base militare nonché una zona sin senza nessun nosocomio di prossimità attrezzato ad accogliere eventuali pazienti”.

Triberio ha presentato insieme ai colleghi Enzo Canigiula e Vanessa Fazio un’interrogazione con risposta scritta al sindaco Cettina Di Pietro e al presidente del consiglio comunale Sarah Marturana per sapere dal primo cittadino “se era a conoscenza del piano aziendale Asp Siracusa per la gestione della emergenza Covid – 19, e sue successive revisioni alla data odierna, se è stata convocata la conferenza dei sindaci o una riunione su tale emergenza in cui è stata chiamata ad esprimersi e che parere ha rilasciato”.

E ancora “se non era a conoscenza dei piani Asp che azioni ha intrapreso, tesi a tutela della salvaguardia dei cittadini, del mancato coinvolgimento ed informazione in qualità di sindaco quindi massima autorità sanitaria del Comune, quali altre azioni intende intraprendere nei confronti dell’Asp Siracusa e dell’assessorato regionale Sanità al fine di evitare il pericolo del ridimensionamento di reparti e quindi di posti letto non interessati all’emergenza covid- 19”


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