Augusta, Covid center al Muscatello: “ampliato con altri 18 posti letto di Medicina”

Lo sostengono i due consiglieri comunali Canigiula e Fazio in un’interrogazione al sindaco Di Pietro, Tribulato e Pasqua scrivono alla Regione

Dal 5 aprile oltre ai 14 posti di Chirurgia già riconvertiti verranno attivati ulteriori 18 posti per pazienti covid-19 riconvertendo la riunione Unità operativa complessa di medicina applicando lo stesso personale del reparto integrato dagli pneumologi”. Lo sostengono i due consiglieri comunali Vincenzo Canigiula di Augusta 2020 e Vanessa Fazio del Gruppo misto, che citano la comunicazione contenuta nella nota del 25 marzo 2020 della direzione aziendale dell’Asp di Siracusa sull’ampliamento del Covid center di Augusta anche al reparto di Medicina che si trova al secondo piano, accanto all’Oncologia e di fronte alla Neurologia a al Centro di sclerosi multipla, mentre il Covid center si trova al piano sottostante.

I due hanno presentato un’interrogazione urgente con risposta scritta al sindaco Cettina Di Pietro a cui chiedono con urgente risposta scritta, “quale ufficiale di governo responsabile della Sanità” di certificare, sentita la direzione dell’Asp di Siracusa, la sufficiente e necessaria competenza, previo specifico addestramento, del personale infermieristico e medico, in relazione alla malattia derivante dal virus Covid 19 e se – si legge- i dispositivi di protezione individuale sono in quantità sufficiente e in qualità tale da non destare preoccupazione tra gli operatori sanitari” per capire se ci siano rischi che l’ospedale possa trasformarsi in un focolaio di contagio.

Anche perchè così come hanno più volte sottolineato autorevoli medici che operano al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove stanno vivendo appieno l’emergenza e stanno maturando un’ importante esperienza che potrebbe essere di esempio per gli altri, c’è la necessità “di avere padiglioni e operatori ospedalieri Covid-19 dedicati“, piuttosto che centri in varie strutture sanitarie se si considera che “in Lombardia il colpo è stato così pesante perché il contagio si è diffuso negli ospedali; la scelta di aprire reparti Covid vicino ad altri reparti non ha funzionato, nonostante triage separati, protocolli di sanificazione e dispositivi di protezione individuali”– come ha affermato Massimo Galli, Direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

Fazio e Canigiula, inoltre, chiedono di sapere se se l’attività del reparto Covid: “è adeguatamente supportata dall’indispensabile attività di laboratorio analisi del Muscatello, atteso che questo risulta essere dotato degli strumenti per le analisi di biologia molecolare, condizione necessaria affinché possa essere utilizzato per le analisi dei tamponi sul posto. Qualora tale misura di elementare sicurezza sanitaria, sia per il personale sia per la popolazione, allo stato delle cose non fosse stata prevista, si invita l’amministrazione comunale a farsi parte attiva con la direzione sanitaria dell’Asp, affinché autorizzi il laboratorio del Muscatello ad effettuare le analisi sui tamponi”.

Ieri altri due consiglieri dell’opposizione Biagio Tribulato e Angelo Pasqua hanno scritto al presidente della Regione, Nello Musumeci, all’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, ai deputati all’Ars e al direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra per chiedere, ancora un volta, l’impiego di strutture alternative, come l’ex clinica privata Villa Salus. E dopo aver saputo della preoccupazione del personale medico, paramedico e dei cittadini sulle sorti dell’ospedale Muscatello. “Comprendiamo da gran parte del governo regionale la necessità che -scrivono- si attrezzino presidi per essere pronti a fronteggiare una simile emergenza che stiamo tutti vivendo quale questa del Covid 19, ma non possiamo, allo stesso tempo permettere di deturpare servizi ad oggi garantiti efficientemente con promiscuità di attività, come già sta avvenendo”.

Relativamente alla possibilità di utilizzo dei locali dell’ex clinica privata i due dicono di essere “pronti ad apportarvi il nostro contributo in una logica di salvaguardia dell’ospedale Muscatello e di resa dei servizi sanitari che vi state prefiggendo di assicurare, ma vi chiediamo con umiltà di avere la consapevolezza che – proseguono- , in questa delicata fase il depotenziamento di una struttura che serve non solo i cittadini di Augusta, ma anche i residenti di Priolo, Melilli, Sortino e altri comuni vicini, un presidio in cui ricade la zona industriale, nonché la Marina militare, sarebbe una forte limitazione di garanzia del diritto alla salute”.


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