Augusta, coronavirus e bambini: i consigli dello psicologo Francesco Cannavà

Un piccolo decalogo con consigli e suggerimenti per  gestire al meglio il rapporto con i bambini

Un piccolo decalogo con consigli e suggerimenti per  gestire al meglio il rapporto con i bambini in questi lunghi giorni di quarantena dovuti all’emergenza Coronavirus. Lo ha redatto Francesco Cannavà, psicologo che lavora molto con bambini e  adolescenti  che ritiene che “nella particolare fase di sviluppo rappresentata dall’età prescolare, l’orientamento spazio-temporale e la costruzione della propria identità sono fortemente ancorati alle routine quotidiane che scandiscono la vita personale e di relazione del bambino. La particolare situazione di isolamento in casa – spiega- determinata dall’epidemia in corso, necessita di una radicale rivoluzione dei normali sistemi di comunicazione, interazione e didattica. Può essere utile tenere a mente alcune buone prassi in famiglia e nella didattica a distanza”:

  1. Programmare le attività della giornata e scandirle in modo chiaro e preciso, ad es:
    adesso giocheremo con la plastilina, poi ci leveremo le mani e inventeremo una
    storia coi personaggi che stiamo per creare…”
    . Cerchiamo di mantenere delle
    attività ancorate ad orari specifici ogni giorno.
  2. Inserire dopo il risveglio e a metà pomeriggio attività fisica dinamica: capriole sul tappeto, salti sul letto, guerra di cuscini. Accentuare il più possibile lo scambio fisico che produce fondamentali endorfine alla base dell’equilibrio emotivo del bambino e gli consentono di approcciarsi all’attività cognitiva e di apprendimento con entusiasmo e carica emotiva.
  3. Mantenere rigorosamente le norme igieniche: docce, bagnetti, igiene orale, evitando che i bambini permangano in pigiama tutto il giorno ciò perché dà loro la sensazione di un contesto diverso dal solito, più simile alla vacanza o all’ospedalizzazione (per chi l’ha vissuta) in cui non è contemplata l’attività didattica quotidiana e ciò potrebbe comportare reazioni di rifiuto allo svolgimento anche di compiti semplici.
  4. Sostenere, incoraggiare e agevolare la relazione tra fratelli e l’interazione in
    videochiamata coi compagni con frequenza quotidiana, allo scopo di mantenere unito il senso di appartenenza al gruppo classe, stimolando i bambini a confrontarsi sulle attività che stanno svolgendo individualmente e soprattutto sul fatto che hanno fatto i compitini dati dalle maestre, ad esempio confrontandosi sui disegni.
  5. Dedicare almeno un’ora al giorno ad attività creative e manipolative attinenti alle tematiche proposte dalle maestre: disegnare, dipingere, impastare, modellare, creare con i lego… il tema che si sta affrontando con la classe.
  6. Non esporre i bambini a servizi televisivi ansiogeni o con immagini inadatte, operando sempre da filtro delle informazioni e incoraggiandoli ad esprimere i vissuti relativi all’attuale situazione ai propri genitori (non in chat! Per evitare il rischio da contaminazione emotiva). Invitare i genitori che si confrontano con stati emotivi di irrequietezza eccessiva dei propri figli o a rifiuto di assolvere ai compiti, a contattare esperti in grado di suggerire individualmente la strategia opportuna di
    gestione delle problematiche osservate. Non ci improvvisiamo “psicanalisti a distanza”. La particolare situazione sta facendo emergere dinamiche intrafamiliari che il bambino potrebbe assorbire e tramutare in comportamenti disfunzionali anche riguardo alla scuola, alle maestre e ai compagni. Non si può avere contezza assoluta del contesto familiare in cui vive il bimbo di cui siamo insegnanti.
  7. Proporre fiabe in cui il protagonista sconfigge il cattivo diventando l’eroe, aiuta i bambini a sviluppare un pensiero positivo e a ridurre le ansie ed il senso d’impotenza di fronte alle emozioni di ansia e rabbia che percepiscono nelle interazioni tra i genitori a causa del fenomeno epidemico in atto.
  8. Proporre ai genitori la lettura di fiabe il cui protagonista positivo (coraggioso, furbo,
    forte) è dello stesso sesso ed età del bambino prima di andare a letto che dovranno essere disegnate o ricostruite l’indomani, ciò agevola l’innesco di un sonno più sereno, agevola un lavoro onirico positivo e meno condizionato dalle ansie e conferisce un senso di continuità evolutiva da un giorno all’altro, limitando la stagnazione determinata dalla permanenza costante nello stesso ambiente.
  9. Suggerire di videochiamare con frequenza quotidiana nonni e zii e spronare i bambini a raccontare cosa stanno facendo di giorno in giorno.
  10. Concordare con la scuola e previa verifica della disponibilità tecnologica dei genitori, una modalità di interazione mediante video registrati e in diretta per mantenere il rapporto costante con l’insegnate, che si rivolge frontalmente guardando la telecamera, meglio per piccoli gruppi, in cui è possibile chiamare per nome i bambini. I video, anche più di uno, è opportuno che siano di breve durata (1 minuto), in almeno due momenti della giornata: metà mattina e primo pomeriggio,
    in cui le maestre si possono alternare rinforzando l’una le indicazioni dell’altra, sempre in termini positivamente esortativi ed entusiastici.


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