E’ stato convocato per venerdì mattina, “venerdì santo” dedicato alla processione del Cristo morto che, dopo l’uscita alle 5 del mattino dalla chiesa di San Giuseppe, visita tutte le altre chiese cittadine per poi fare rientro in tarda mattinata, il Consiglio comunale chiamato in extremis ad approvare le tariffe Tari del 2018. E scoppia la bufera politica da parte dell’opposizione, critica verso questa decisione che non sarebbe frutto della riunione dei capigruppo. “Oggi con grande sorpresa, rammarico e indignazione – ha spiegato il consigliere di #perAugusta Peppe Di Mare oggi pomeriggio durante una conferenza stampa – abbiamo ricevuto dapprima solo l’avviso di convocazione per il consiglio, poi dopo una mia telefonata al segretario tutta la documentazione che non era stata inviata. Siamo indignati perché la convocazione ricade in un giorno particolarissimo, forse uno di quelli che più vive la nostra città e non può essere paragonata a nessun altro. E’ veramente una scelta fuori dal normale fatta da chi ha perso il contatto o forse non l’ha mai avuto con la città”.
Di Mare ricorda che durante la conferenza dei capigruppo si era detto di evitare giorni particolari e anche al mattino “quando il Consiglio costa di più e si continua, invece, con queste dimostrazioni di forze che non portano da nessuna parte. Non c’è rispetto delle tradizioni, il venerdì santo appartiene al patrimonio collettivo e questa convocazione ci fa capire come le radici, le tradizioni, l’orgoglio di appartenenza si sono persi completamente c’è anche un momento in cui il sindaco di persona accoglie la processione con un doveroso atto istituzionale. Siamo arrivati con l’acqua alla gola, unico Comune della provincia a votarlo a ridosso delle scadenza del 31 marzo. Comincio a pensare che la scelta non sia casuale, probabile che a qualcuno serva che si possa fare senza voci di dissenso o di proposte in modo che possa durare 5-10 minuti e chiudere i lavori. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa alla città e porre rimedio spostandolo a sabato” conclude Di Mare che non garantirà la sua presenza, così come non la garantiranno neanche i due colleghi di Attivamente, Biagio Tribulato e Angelo Pasqua che però faranno pervenire i propri emendamenti. Parlando di Consiglio “inopportuno fatto di corsa per sottrarre ancora una volta alla propria attività di controllo l’opposizione” che sancisce “in maniera netta il distacco tra i rappresentanti della politica locale, le tradizioni e il rispetto per il contesto e per la storia di Augusta e per chi da sempre si spende per mantenerle vive – dicono -. Si evince una grande mancanza di programmazione da parte di chi amministra e a questa viene aggiunta una forte limitazione delle funzioni di consigliere comunale che un’ azione come questa esprime, non dando la possibilità a chi rappresenta il popolo e a chi la maggior parte delle volte contribuisce a tenere il numero legale in questo civico consesso, di poter studiare un regolamento. Chiara è l’evidente difficoltà che si determina anche con la distrazione di forze al corpo di Polizia municipale, che come è risaputo da chi vive ad Augusta, sono la maggior parte impegnate per il mantenimento dell’ ordine pubblico durante le processioni e in alta uniforme accanto al Cristo Morto, ma nulla ormai stupisce”.
Chi invece sarà presente è il collega di Diem 25 Giuseppe Schermi che parteciperà “perché se non mi presentassi farei esattamente la cosa sbagliata, come sbagliato fu l’Aventino di fronte all’emergente dittatura. Si vorrebbe forse sfruttare giorno ed orario per deliberare l’ennesima tassazione rifiuti illegittima facendola così passare sotto silenzio? – si chiede -. Così come sotto silenzio in tre anni è passata la questione dell’ospedale Muscatello? Sarò presente nonostante tutto per far mettere a verbale le mie dichiarazioni, a tutela della trasparenza e della onestà. Spero che questa volta non partano gli insulti, le minacce “ti scippu a testa” o le mani addosso, pur sapendo che ancora una volta la maggioranza assoluta del M5s vorrà usare i muscoli dei numeri in aula per assumersi la responsabilità davanti alla legge e davanti al popolo. Non avendo ancora ricevuto i documenti della giunta, non mi stupirei se volessero abbassare ancora una volta la tassa rifiuti al popolo per ingraziarselo, ma per fare ciò le alzassero all’artigiano come fatto un anno fa. Ma ricordate che il Popolo è anche lavoratore, e che nessuno è fesso”.
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