Augusta, chiusura in casa e disabili, “emergenza nell’emergenza”. L’associazione 20 Novembre 1989 chiede aiuto a Mattarella

Amenta, vice presidente nazionale ha scritto al presidente della Repubblica per sollecitare delle misure adatte ai disabili, che rischiano di regredire se l’emergenza continua a tempo indeterminato

Dare voce all’emergenza del persone con disabilità e fare in modo che il governo emani provvedimenti e linee guida a favore di tutte le persone disabili e dei loro caregiver family”. È l’appello rivolto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Sebastiano Amenta, vice presidente nazionale dell’ associazione 20 Novembre 1989 onlus, che si occupa della tutela dei diritti delle persone affette da disabilità che, dopo la lettera delle settimane scorse inviata all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, torna a sollevare il problema dell’emergenza nell’emergenza, di “quella che stanno vivendo tutte le persone affette da disabilità insieme ai loro cargiver family, con le scuole e i centri diurni residenziali e semi residenziali chiusi e senza che – scrive in una lettera- nessuna terapia riabilitativa sia somministrata loro sia per le malattie neurodegenerative che per le patologie psichiche così com’è l’autismo. Si rischia di creare loro danni irreversibili. Se questa emergenza a tempo indeterminato se si dovesse protrarre ancora per ulteriori settimane senza che il governo detti delle linee guida a loro favore, si rischia veramente di fare regredire la malattia vanificando anni e anni di sacrifici fatti dai genitori per questa reclusione forzata, che ha stravolto le loro abitudini rutinarie”.

Amenta ricorda che ad aprile è stato emanato dal Governo un ulteriore decreto, che però  non ha previsto politiche e misure a favore del mondo della disabilità, l’associazione si è organizzata con delle attività online per dare un’ora di sollievo ai familiari in isolamento e diversificare le giornate dei bambini e ragazzi, ma certo non è la soluzione. “Caro presidente – conclude Amenta- i disabili non sono cittadini di serie C, le famiglie lottano giornalmente contro i pregiudizi, con dignità, umiltà e abnegazione per dare un futuro migliore ai propri figli, l’amore per loro da’ la forza alle famiglie tutte di lottare incessantemente perché i diritti non sono privilegi. Con il cuore in mano le chiedo di aiutarci”.


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