Augusta, cessazione gestione tributi Publiservizi: la Cgil cerca una soluzione per tutelare i lavoratori

Una interrogazione è stata trasmessa ieri dal consigliere comunale di #per Augusta Giuseppe Di Mare secondo cui “internazionalizzazione i tributi a 4 mesi dalla fine del mandato è un tentativo dell’amministrazione uscente di gettare la città nel caos”  

Si cerca una soluzione per tutelare e salvaguardare i livelli occupazionali e le cinque professionalità dei lavoratori della Publiservizi, la concessionaria dei tributi che dallo scorso gennaio ha cessato il suo rapporto di lavoro con l’amministrazione comunale, che ha deciso da quest’anno di esternalizzare la gestione dei tributi. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto ieri al Comune tra i segretari Nidil-Cgil Pippo Leone e della Camera del lavoro Cgil di Augusta Lorena Crisci, due rappresentanti dei lavoratori e l’ assessore al Bilancio Giuseppe Canto, “le parti si incontreranno nei prossimi giorni anche per verificare possibili soluzioni che, nell’ottica della immediata internalizzazione, possano tutelare i lavoratori degli uffici di riscossione tributi che si trovano in difficoltà per l’eccessivo carico di lavoro e per le insufficienti ore lavorative per contratto a loro assegnati”- si legge in una nota del sindacato

E una dettagliata interrogazione sulla vicenda dell’internalizzazione del servizio alla scadenza del mandato elettorale dell’attuale amministrazione è stata trasmessa ieri dal consigliere comunale di #per Augusta Giuseppe Di Mare, che lo scorso 20 dicembre in consiglio comunale aveva sollevato la questione. “Internazionalizzazione i tributi a 4 mesi dalla fine del mandato è un tentativo dell’amministrazione uscente di gettare la città nel caos. –dice- Non siamo contrari all’internazionalizzazione, che nelle condizioni adeguate è probabilmente la scelta migliore, sia in termini di risorse che di competenze. Ci chiediamo però se queste condizioni fondamentali ci siano oggi o se si tratterà dell’ennesima decisione che saranno i cittadini di Augusta a pagare a suon di sacrifici, errori e malgestione di tributi”.

Secondo l’esponente della minoranza attualmente non ci sono né gli spazi né un adeguato numero di personale comunale per svolgere nel miglior modo possibile il servizio di riscossione tributi come Tari, Imu, Tasi,  Tosap, affissioni e pubblicità, inoltre il processo di stabilizzazione dei lavoratori comunali (gran parte di questo settore), come annunciato dal sindaco, probabilmente si concluderà nei prossimi mesi, per cui si tratta ad oggi di personale precario, che va formato. “Parliamo di un settore vitale della pubblica amministrazione, che non può essere gestito con tanta superficialità” – continua Di Mare che soleva anche la questione legale, perché da un lato l’amministrazione proroga la società esterna dall’altra, “con una semplice comunicazione e senza il giusto preavviso, decide l’opposto. Ad oggi non sono pervenuti atti che annullano le determine e le delibere precedenti, che ammettono la proroga del servizio fino a quando non sarà indetta nuova gara. Manca dunque l’atto di indirizzo politico ufficiale che dia corso a questo cambiamento in maniera chiara. In tutto ciò a pagarne le conseguenze, ovviamente, sarà la città e i cittadini, che già in questi giorni girano per gli uffici senza avere chiarezza di risposte e con orari ristretti. Ci risulta, ad esempio, che non sono stati incassati i cosiddetti spuntisti sulle aree mercatali, non osiamo pensare le difficoltà sulle affissioni e tanto altro”.

Di Mare solleva anche la questione dei lavoratori della Publiservizi e della loro tutela, “ci sono persone che da anni lavorano in questa società e che sono diventati degli specialisti. Vogliamo disperdere queste competenze? – si chiede- Se metto insieme tutto questo, mi appare il profilo maleodorante di una “polpetta avvelenata”: ovvero di un gentile regalo che l’amministrazione uscente, sapendo che non sarà riconfermata, vuole lasciare in eredità alla successiva, sabotando e gettando nella confusione la nuova amministrazione. Il servizio è stato prorogato per così tante volte che non avrebbe fatto la differenza continuare a mantenerlo in questo stato. Anzi, sarebbe stata correttezza istituzionale consentire alla nuova amministrazione, da chiunque sarà formata, la possibilità di valutare soluzioni alternative senza gettare un Comune nel caos. Ma, ahimè, – conclude- questa amministrazione non è abituata a ragionare in termini di vantaggio per la città e certamente non inizierà a farlo, come dimostra questo ultimo provvedimento, a 4 mesi dalla fine del mandato”.

 


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