Augusta, cattivi odori segnalati tramite l’app Nose: le analisi di Arpa Sicilia

Appurata un’elevata concentrazione di stirene

Il 23 maggio 2020 sono pervenute, tramite app Nose, 54 segnalazioni dall’Aerca di Siracusa, di cui 53 dalla sola città di Augusta. I cittadini hanno lamentato una sgradevole sensazione di malessere dovuta alle emissioni odorigene percepite soprattutto nel primo pomeriggio tra le 14:00 e le 16:00. La presenza di alte concentrazioni di stirene in atmosfera durante il periodo nel quale è stato registrato il maggior numero di segnalazioni indica che la causa delle molestie olfattive è di origine antropica e legata ad attività di trasporto, produzione e stoccaggio di materiali industriali.

L’evento è stato avvertito nel territorio comunale di Augusta, concentrandosi in zona Borgata; dal resto dell’Aerca di Siracusa, nelle stesse ore, non sono pervenute segnalazioni. Di seguito una sintesi del report che è possibile approfondire in allegato.

Le segnalazioni ad Augusta sono iniziate intorno alle ore 14:00, alle 15:15 avevano già superato le 40 e sono proseguite fino alle 16:30. Tra le 18:00 e le 21:00 sono arrivate altre 2 segnalazioni, mentre a fine serata se ne sono registrate intorno alle 22:30.

La tipologia di odore maggiormente avvertita durante l’evento del 23 maggio è stata quella relativa alla percezione di idrocarburi.

La valutazione sull’intera giornata indica presenza di vento in regime di brezza dal quadrante meridionale, fatta eccezione per la stazione San Cusmano dove si è sovrapposto un regime settentrionale.

Le indicazioni riguardanti la pressione registrata su scala locale dai sensori delle stazioni meteo e le immagini fornite dal modello Moloch dell’Isac–Cnr su scala nazionale indicano che durante il giorno esaminato, con l’eccezione di Melilli situata a circa 250 metri s.l.m., l’andamento della pressione può aver favorito la concentrazione al suolo degli inquinanti.

Inoltre, la velocità del vento che ha caratterizzato l’evento e la limitata altezza dello strato rimescolato indicano che dopo l’immissione in atmosfera, le sostanze responsabili delle molestie olfattive non siano state diluite in aria, rimanendo confinate in una limitata area geografica e supportando l’ipotesi che la sorgente emissiva possa essere localizzata non lontana dalla penisola di Augusta e potenzialmente anche dal traffico navale dell’area portuale di Augusta.

Tra le navi ormeggiate nelle varie banchine e ancorate in rada il 23 maggio, sono presenti navi che trasportano gasolio, zolfo, rottami di ferro, bitume, fuel oil, xilene, propilene, i.f.o. e lube oil. Tra le navi in arrivo e partenza nel periodo immediatamente precedente e durante il picco di segnalazioni ricevute, si rileva la partenza di 3 navi e l’arrivo di una nave intorno alle 15:00, durante il picco di segnalazioni ricevute. Alcune di queste navi trasportano prodotti chimici.

Sono stati analizzati i dati registrati dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nel territorio AERCA di Siracusa relativi agli inquinanti NMHC (idrocarburi non metanici), H2S (idrogeno solforato) e Benzene, particolarmente indicativi di fenomeni di cattiva qualità dell’aria e dei disturbi olfattivi.

Non si sono registrati valori di benzene superiori alla soglia dei 20 µg/m3, ne tantomeno valori di concentrazione di H2S al di sopra della soglia olfattiva di 7 µg/m3. Nella stazione di Augusta Marcellino i valori di NMHC superiori alla soglia di riferimento si sono registrati dalle 09:00 alle 14:00 ed alle 17:00. La stazione di Augusta riporta un superamento del valore di riferimento dei NMHC alle 23:00; la stazione Augusta Megara alle 8.00. Inoltre nelle stazioni Priolo e Priolo Scuola si sono registrati in mattinata valori di NMHC superiori ai 200 µg/m3, così come nella stazione di S. Cusumano; la stazione SR-Belvedere ha rilevato dei superamenti tra le 05:00 e le 06:00.

I risultati delle analisi effettuate da Arpa Sicilia, con metodo Epa to 14-1999, sull’aria prelevata a mezzo canister (C26) dalla Polizia Municipale di Augusta alle ore 14:15, in cui si rileva, oltre alla presenza di benzene, toluene, etilbenzene, e p-m-o-xilene, un’elevata concentrazione di stirene, pari a 313,6 μg/m3 (soglia olfattiva di 35 μg/m3 tratto da “Measurement of Odour Threshold by Triangle Odor Bag Metod” di Yoshio Nagata del Japan Enviromental Sanitation Centre ).

Lo stesso campione d’aria è stato analizzato anche tramite spettrometria di massa con Airsense, per la determinazione dei composti solforati. Si sono rilevati concentrazioni di Isobutilmercaptano, pari a 14,97 μg/m3 (soglia olfattiva di 2 μg/m3 secondo il manuale APAT – Metodi di misura delle emissioni olfattive) e di dimetilsolfuro, pari a 3,50 μg/m3 (soglia olfattiva bassa pari a 2.5 μg/m3 e soglia olfattiva alta pari a 50,8 μg/m3 secondo il manuale APAT – Metodi di misura delle emissioni olfattive).

Pertanto, in particolare, lo stirene e l’Isobutilmercaptano possono avere causato sinergicamente le molestie olfattive segnalate dalla popolazione.

La presenza di alte concentrazioni di stirene in atmosfera durante il periodo nel quale è stato registrato il maggior numero di segnalazioni indica che la causa delle molestie olfattive è di origine antropica e legata ad attività di trasporto, produzione e stoccaggio di materiali industriali. In particolare in merito ai prodotti trasportati dalle navi mercantili, si evidenzia che alcuni additivi dei lubrificanti (lube oil), miglioratori della viscosità, sono copolimeri a base di stirene. Complessivamente è comunque necessario uno specifico approfondimento per valutare se i prodotti chimici trasportati o stoccati nelle aziende limitrofe all’area da cui sono pervenute le segnalazioni possano essere correlati alla presenza di stirene in aria.


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