Augusta, casa di reclusione, ordine di servizio troppo “rigido”: insorgono i sindacati

A chiedere la revoca del provvedimento del direttore sono i rappresentanti sindacali del Sinappe, Uspp, Fns-Cisl e Fsa-Cnpp

Sembra non esserci pace all’interno della casa di reclusione di Augusta e continuano i malumore degli agenti di polizia penitenziaria e la direzione. Questa volta al centro della polemica è un ordine di servizio del 28 aprile del direttore dell’istituto di pena secondo cui, tra gli altri,  per usufruire dei permessi giornalieri, concessi dalla legge 104, per i congedi ordinari o per quelli parentali per l’assistenza ai familiari infermi bisogna presentare la richiesta entro il 10 del mese precedente, salvo urgenze che vanno valutate di caso in caso.

Un provvedimento che ha fatto discutere fino al punto da spingere i rappresentanti sindacali di Sinappe Sebastiano Bongiovanni, dell’ Uspp Salvatore Argento, della Fns- Cisl Angelo Scarso e della  Fsa -Cnpp  Francesco Tuzza a scrivere al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Cinzia Calandrino, al direttore generale del Personale e delle Risorse, dell ufficio per le relazioni sindacali e della casa di reclusione per chiedere che venga revocato “anche per evitare, come già avvenuto per altre questioni ricorsi e interessamento di legali con inevitabili conseguenze a danno dell’ amministrazione. In quel di Augusta la situazione peggiora di giorno in giorno. Ad oggi il suo intervento non sembra aver sortito alcun effetto positivo sulla direzione”- scrivono i sindacalisti che  lamentano un modo autoritario del direttore “di comunicare con il personale e con le organizzazioni sindacali, sfornando ordini di servizio estremamente rigidi e, talvolta, anche in contrasto con le vigenti normative relative alla materia a cui fanno riferimento”.

I sindacalisti, inoltre, sottolineano come nell’ ultimo trimestre non sia stato facile interfacciarsi con i lavoratori per cercare di mantenere saldo un gruppo di lavoro, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. “Ma noi come organizzazioni sindacali responsabili lo abbiamo fatto, nonostante le molteplici criticità verificatisi in conseguenza alle scelte fatte da parte della direzione, più volte oggetto di segnalazione da parte delle scriventi, che hanno determinato un grado di malessere lavorativo che dalla nascita della casa di reclusione di Augusta non sembra avere eguali”.


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