Augusta, casa di reclusione e piano di lavoro contestato: oggi il sit-in dei sindacati

I rappresentanti del Sippe- Sinappe, dell’Uspp, della Fns Cisl e e del Cnpp  per due ore hanno stazionato davanti al carcere, dichiarano di non avere nessun dialogo con la direzione della struttura di pena

Dalla carenza di personale alle tante criticità dovute all’ applicazione del nuovo protocollo d’intesa locale  che renderebbe inaccettabili le condizioni di lavoro  degli agenti di polizia penitenziaria della casa di reclusione, oltre a creare grosso malessere tra gli stessi lavoratori. Dopo i tentativi di dialogo finora andati a vuoto con la direzione, le richieste di intervento rivolte agli organi superiori dell’amministrazione penitenziaria e anche le diffide legali, sono scesi in strada questa mattina per un sit-in di protesta davanti all’ istituto di pena gli agenti di polizia penitenziaria in servizio al carcere che si affaccia sulla provinciale per Brucoli che contestano, già da qualche mese, la nuova organizzazione di lavoro predisposta dalla direzione  e approvata solo da alcun sindacati.

A dire “no” sono i sindacati del Sippe- Sinappe, dell’Uspp, della Fns Cisl e e del Cnpp che per due ore, stamattina, con cartelli  e bandiere hanno stazionato davanti al carcere. Sono  tornati a chiedere un incontro con la direzione per la revoca dell’accordo i lavoro e si dicono pronti, in caso non si dovesse verificare nulla di quanto auspicato, ad andare fin davanti al giudice del lavoro per citare la direzione per condotta anti-sindacale.

Tra le prime criticità c’è senza dubbio quella della carenza endemica del personale, “su 251 agenti previsti in pianta organica ce ne sono in servizio 195 presenti, mancano ben 56 poliziotti e questo contribuisce ad aumentare lo stress lavorativo del personale che fa turni pesantissimi anche con ore di lavoro straordinario  da espletare all’inizio del servizio stesso, violando i principi previsti. Inoltre con il nuovo Pil i turni sono tutti di 8 ore, anche se spesso si prolungano” – spiega Fabio D’Amico, della Fns -Cisl

Il carcere ha aperto le tre sezioni che prima erano chiuse, al momento è anche casa circondariale visto che accoglie anche gli arrestati con un carico, dunque, in più di lavoro che pero  non è stato considerato secondo Michele Pedone (Uspp). “Con una carenza di personale  endemica – dice- vengono fatto ordini di servizio impossibili da attuare perché non abbiamo le persone, che  vanno a responsabilizzare in maniera scorretta gli operatori per deresponsabilizzare chi sta di sopra andando contro le direttive nazionali. Siamo disponibili a modificare eventualmente i nostri atteggiamenti che non soddisfano questa direzione  alcuni ma non possiamo stravolgere in meglio un modo di lavorare che è deleterio”. Il sindacalista, inoltre, sottolinea come  i rappresentanti sulla sicurezza hanno fatto dei sopralluoghi all’interno dei luoghi di lavoro e “hanno rilevato delle notevoli carenze strutturali. Hanno segnalato la questione alla direzione che ha manifestato indifferenza rispetto alle sigle sindacali perchè  i rappresentanti sulla sicurezza hanno  chiesto di portare a conoscenza anche i sindacati e a distanza di tre mesi non abbiamo avuto mai una comunicazione. Cosa ci vuole nascondere la direzione?”- si chiede

Contestata anche la riduzione del piano ferie da 20 giorni a 15, “sono stati fatti  ordini di servizio che restringono ulteriormente  i diritti del personale. Ad un collega – aggiunge Nello Bongiovanni del Sippe-Sinappe-  è stato fatto un rapporto disciplinare perchè ha donato il sangue, perchè questa direzione  ha detto che per donare il sangue bisogna avvisare il 10 del mese precedente. Nel momento in cui si arriviamo a questo punto, immaginiamo cosa ci sia dietro”.   

Francesco Tuzza della Cnpp sottolinea, inoltre, come più volte i sindacati “hanno  chiesto un tavolo tecnico prima di fare il protocollo d’intesa con i rappresentanti  sindacali che conoscono la realtà, in modo  che tutti insieme si cerca di trovare un accordo. In tutta la provincia si fa regolarmente per evitare problematiche come quelle che stiamo vivendo noi, va tenuto conto anche di una petizione  in cui la maggior parte del personale si è espresso contro questo Pil e il risultato è il disastro”


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