Augusta, casa di reclusione e coronavirus: detenuti si rifiutano di rientrare in cella per i colloqui vietati

Una quarantina di detenuti di due sezioni hanno protestato per i colloqui vietati per evitare la diffusione del contagio del coronavirus

Un gruppo di detenuti della casa di reclusione di Piano Ippolito ha protestato per i colloqui vietati anche ad Augusta, per evitare la diffusione del contagio del coronavirus rifiutandosi di rientrare in cella, dopo l’ora d’aria.

È quanto successo oggi intorno alle 14 quando una quarantina di detenuti, dopo la “passeggiata” nel cortile interno all’istituto di pena, avrebbero creato problemi per rientrare prima dentro la loro sezione e poi anche fino dentro la cella. La situazione è andata avanti per un paio di ore circa, la protesta è poi rientrata e ha costretto gli agenti di polizia penitenziaria in servizio ad intraprendere una lunga opera di convincimento che si è conclusa positivamente.

Ieri sera, invece, come racconta il dirigente nazionale del Sinappe Nello Bongiovanni i detenuti avevano fatto rumore colpendo le inferriate delle celle, ma la protesta non si era estesa

Vicino agli agenti di polizia penitenziaria anche di altri carceri italiane, dove si sono verificati disordini, Giuseppe Di Carlo, segretario generale del Cnpp, che chiede una reazione di fermezza da parte dello stato.


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