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Augusta, casa di reclusione, altro agente di polizia preso a pugni da un detenuto

E’ successo stamattina durante  la   perquisizione ordinaria, il Sappe: “la situazione sta diventando esplosiva”

Un agente di polizia penitenziaria è stato aggredito oggi con un pugno in faccia da un detenuto durante la   perquisizione ordinaria. A distanza di una settimana dall’ultimo episodio una nuova aggressione si è verificata, dunque, questa mattina alla casa di reclusione di Augusta così come riferisce Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria: “la situazione sta diventando esplosiva: la mancanza di personale e una tendenza atta al recupero di persone che non vogliono essere recuperare per essere inseriti nella società sta penalizzando la custodia – scrive in una nota -. Il personale di Polizia penitenziaria è stremato dai turni di 8 ore, a volte anche 16 continuative, frutto di una organizzazione del lavoro scellerata e non condivisa dal Sappe. Ai vertici del carcere chiediamo una forte azione di repressione: il regime aperto di detenzione si sta confermando un vero fallimento”.

A rincarare la dose anche Donato Capece, segretario generale del Sappe che sollecita ministro e capo del Dipartimento ad intervenire: “Questa di Augusta – aggiunge- è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di detenuti ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria a soli sette giorni da un’altra violenta aggressione. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono”.

Secondo il sindacalista si è verificata, in generale,  una recrudescenza di fatti gravi  proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario “aperto, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. Al collega contuso –prosegue- va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare il detenuto violento. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. È intollerabile ed inaccettabile”.


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