Cultura

Augusta, applausi per “The strange sound of happiness”, visionaria opera prima dell’augustano Panarello

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Per una sera piazza Castello, alla villa, si è trasformata  in una grande arena estiva – resa ancora più bella dalla luna  rossa – con la proiezione del film “The strange sound of happiness”, opera prima dell’augustano Diego Pascal Panarello che ha richiamato tanta gente che ha occupato i posti a sedere messi a disposizione dal Comune, ma anche che si è portata la sedia da casa per non restare in piedi.

Il film, alla fine, è stato proiettato non davanti al palco della musica, come previsto in un primo momento, ma in piazza Castello e alle spalle del milite ignoto dove è stato sistemato l’enorme schermo, né ci sarà stasera la seconda proiezione  annunciata durante la conferenza stampa dei giorni scorsi. La replica si sarà, infatti, a settembre in occasione dell’inaugurazione dell’auditorium della cittadella degli studi, come ha sottolineato in apertura di serata l’assessore alla Cultura Giusy Sirena che si è detta orgogliosa di ospitare l’evento insieme al sindaco Cettina Di Pietro.

In un’ora e mezza di proiezione, tra il reale e l’immaginario, di un racconto originale, i protagonisti sono il marranzano, il piccolo oggetto di ferro che in Sicilia è lo scacciapensieri e Diego Pascal Panarello, che racconta di essere stato scelto per essere il suo portavoce e farlo conoscere in giro per il mondo. Così il quarantenne, lasciato dalla fidanzata, torna dopo 20 anni nella sua casa ad Augusta in cerca di un nuovo stimolo per andare avanti e lo trova proprio nello studio e ricerca del marranzano, che lo porterà fino in Yakutia, una regione della Siberia dove si registrano – si dice nel film – anche meno 50 gradi.

E vive un’esperienza reale di conoscenza della quasi venerazione, che lì hanno per il piccolo strumento musicale. Un viaggio dalle belle immagini imbiancate dalla neve  e a cui si contrappongono e o si accomunano quelle marine  della scogliera bianca della Scala dei  Turchi  di Trapani. E  che parte però da Augusta, città di origine di Panarello dove vivono i genitori Francesca ed Elio, che appaiono per un breve frammento nel film e interpretano loro  stessi. Dal finestrino della macchina si intravedono le saline, parte della scogliera augustana, altre immagini ritraggono anche i vecchi relitti arrugginiti delle navi abbandonate all’interno della rada, “un monumento da preservare” secondo Panarello che dà spazio anche agli affascinati fondali marini augustani, dove si immerge anche grazie alla perfetta conoscenza dei luoghi marini di Simone Fabac, appassionati sub che l’autore ha poi chiamato accanto a sé, alla fine del film per ringraziarlo.

Ringraziamento sono arrivati, tra gli altri, anche per  il Gruppo Barcaioli, per  Vito Martinelli, attraverso i genitori presenti, altro augustano emigrato al Nord che  ha curato il sound design del film, per lo zio Leonardo, maestro di tennis che appare nel film mentre gioca insieme al figlio, uno dei primi finanziatori della pellicola attraverso il crowfunding, la raccolta di fondi online partita nel 2012  che ha consentito di raccogliere i primi 10 mila euro per il  viaggio in Yakutia. Il film poi ha avuto con il sostegno  di MiBact, Sicilia film commission (Regione siciliana – assessorato Turismo, Sport e Spettacolo) e Piemonte doc film fund e Arte ed è prodotto dalla torinese Stefilm in co-produzione con Kick Film. Proiettato per la prima volta ad Augusta ha cominciato a girare nel 2017, in Germania ha ricevuto una  menzione speciale al Dok Leipzig, ha inaugurato la 9ª edizione del Marranzano world fest 2018 di Catania come evento di anteprima, ha vinto come “miglior progetto” il Documentary in Europe di Bardonecchia (2011), è stato finalista al Premio Solinas Documentario per il Cinema 2013 in collaborazione con Apollo 11.

Ha, inoltre, partecipato al 36° Bergamo Film Meeting come unico film italiano in concorso e a tre importanti festival internazionali: Hot Docs di Toronto, Cph: Dox di Copenhagen e Docaviv international documentary film festival di Telaviv.