Anche il 17 luglio 1943, tragica giornata in cui persero la vita tante persone, nelle grotte del Canale di Brucoli, per lo scoppio di alcuni ordigni è diventata “Giornata della memoria collettiva” come la data del 13 maggio 1943, già istituita anni fa per non dimenticare le numerose vittime cadute durane un’offensiva militare.
Lo ha disposto la Giunta municipale, che ha così unificato le due date, accogliendo la richiesta arrivata in tal senso dall’ associazione storico-culturale “La gisira di Brucoli”, che lo aveva formalmente richiesto l’anno scorso durante la commemorazione. Ne dà notizia Giampiero Lo Giudice, presidente dell’associazione che esprime soddisfazione e “sincera emozione” per aver conseguito, tutti insieme, quello che definisce “un atto dal profondo significato civico e morale” e ricorda il lungo percorso iniziato dall’associazione nel 2015, “che intendeva evitare che le vittime del 17 luglio 1943 nel Canale di Brucoli venissero dimenticate dalla memoria collettiva, affinché il sacrificio di questi nostri concittadini potesse rappresentare per le generazioni future, motivo di riflessione e di appartenenza comunitaria. La memoria di questo tragico evento – aggiunge Lo Giudice- era strettamente legata al territorio per cui, in questi anni, non è stato facile varcare questa soglia di intimità comunitaria, che alimenta da ormai 75 anni una ferita mai risanata e accendere i riflettori su un evento luttuoso che meritava di essere consegnato alla storia”.
Proprio per non dimenticare l’anno scorso il plesso di Brucoli del secondo istituto comprensivo “Corbino è stato intitolato al “17 Luglio 1943” anche grazie alla sensibilità di Maria Giovanna Sergi, dirigente scolastico.
“A tutti gli attori di questo lungo percorso – conclude Lo Giudice- il mio ringraziamento per aver raggiunto questo importante riconoscimento per tutta la comunità di Brucoli. Che questo storica unione, delle due date, possa rappresentare la chiave per la nostra comunità per recuperare la propria autentica funzione, che altro non è che farsi promotrice di quei processi aggregativi che rappresentano la vera essenza del nostro popolo, da sempre orgoglioso e rispettoso della propria storia e delle tradizioni e propositivo e laborioso nei momenti di maggiore difficoltà”.
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