“Lo stop all’appalto dell’hotspot per migranti dimostra che è possibile bloccare un appalto già aggiudicato. Adesso si faccia lo stesso con il progetto per l’acquisizione delle aree e realizzazione dei piazzali dentro al porto commerciale che prevede la cementificazione di parte delle saline del Mulinello“. È il messaggio lanciato, ieri pomeriggio, nello stesso giorno in cui il deputato del Movimento 5 stelle e sottosegretario dell’Interno, Carlo Sibilia è venuto ad Augusta per annunciare lo stop all’hotspot per i migranti, dal consigliere comunale di Diem25 Giuseppe Schermi durante una conferenza stampa in cui ha rilanciato e spiegato la sua richiesta, già messa nero su bianco, al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli di bloccare l’appalto di 47 milioni di fondi, per la maggior parte dell’Autorità portuale.
“E di cui ancora è stato pubblicato solo il bando e non c’è nessuna ditta aggiudicataria, di conseguenza non ci sarebbe nessuna penale da pagare nel caso in cui si volesse bloccarlo” – ha detto Schermi che, con l’aiuto di slide esplicative, ha illustrato le caratteristiche del porto “core” di Augusta e del progetto di ampliamento dei piazzali, dove dovrebbero venire sbarcati i container che arriverebbero via mare per essere imbarcati su navi più piccole e che prevede la cementificazione di una vasta area tra ex idroscalo e parte delle saline che non sono oggi inserite tra le aree umide del Mulinello.
Schermi ha ricordato che a negare una validità economica del progetto è stata già la Corte dei conti europea che, nel 2015, ha constatato quali fossero le opere ammesse a finanziamento per verificarne lo stato di avanzamento, contestando “che ad Augusta non c’è stato nemmeno un container arrivato e che la capacità prevista dal progetto sarebbe ben inferiore a quella di tutta la Sicilia. Così è stato negato l’uso di fondi europei – ha aggiunto – per un’opera che non ha una valenza economica”. A dire no al progetto di cementificazione era già stato lo stesso Schermi da rappresentante del Comune in seno al Comitato portuale, la Giunta che nel 2016 aveva presentato delle osservazioni al ministero dell’Ambiente, il Movimento 5 stelle in un’interrogazione dell’eurodeputato Corrao al ministro, ma anche il piano di gestione regionale delle saline della Sicilia orientale diventato esecutivo a dicembre 2017.
“Dopo il 2016 c’è stata un fase di silenzio, il Comune non ha più preso delle posizioni e non è stato detto più nulla – ha proseguito Schermi – ho presentato un’interrogazione a novembre dell’anno scorso e poi una mozione per la tutela delle saline delle Mulinello che fu bocciata. A verbale il sindaco disse che bisognava vedere se c’era la concreta possibilità di bloccare un appalto già aggiudicato, ma aver stoppato un progetto già appaltato con i lavori già avviati come quello dell’hotspot, per non sprecare denaro pubblico per iniziare un’opera che rimarrebbe inutile, come ha detto il ministero, è stato possibile e questo governo ha dimostrato la capacità di farlo. Speriamo che si faccia lo stesso ragionamento per i piazzali, visto che l’opera non è considerata economica dall’Europa e aveva tutti contrari. Al ministro Tonineli ho chiesto un atto di coerenza”.
Secondo Schermi le aree dove poter eventualmente ospitare container ci sono, come quelle dove sono state posizionate delle gru non in uso e che occupano un’area non utilizzata, quelle della tendopoli e quella dove doveva sorgete l’hotspot. Inoltre i 47 milioni dell’Autorità portuale, che verrebbero risparmiati potrebbero essere utilizzati come una sorta di compensazioni per il territorio, considerato che sono anche tasse di ancoraggio, tra le altre, delle petroliere e portare altro sviluppo ed occupazione, magari già nel 2020. Sono 10 i milioni che servono per riqualificare l’hangar, si potrebbe ricostruire un pontile dell’ex idroscalo con la possibilità del gruppo barcaioli di fare la spola tra i forti e dare occasione di sviluppo e svago. Inoltre la Marina, che ha tante navi da dismettere e bonificare, potrebbe utilizzarne qualcuna, come magari un sottomarino, da sistemare nell’area per visite guidate all’interno o nell’area dove potrebbe trovare spazio anche il museo della Piazzaforte che da troppi anni sta in locali angusti.
“Chiederò al presidente Patti della commissione Sviluppo economico, che si dovrebbe occupare di lavoro e che finora si è riunita solo per alcune vertenze di avviare uno studio per verificare il bando, quanto è stato detto e valutare eventuali azioni da intraprende, in senso favorevole o anche sfavorevole, purché si cominci a discutere e a valutare gli atti – ha concluso Schermi – Chiederò un tavolo di concertazione con la città, le associazioni, l’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale di sistema e la Marina per discutere dell’uso dei fondi e del recupero dell’area e rimango in attesa dell’ eventuale risposta del ministro Toninelli”.
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