Augusta, allargamento a golfo Xiphonio e Faro, delocalizzazione Maxcom e terzo ponte: via libera del Consiglio

Sono le osservazioni presentate dal Comune al documento di pianificazione strategica dell’Autorità di sistema e contenute nella delibera di giunta approvata ieri dalla sola maggioranza del 5 stelle

Via libera al Dpss, il documento di pianificazione strategica dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale che è stato votato con le osservazioni della Giunta comunale che ha proposto l’allargamento della competenza dell’Autorità portuale fino al golfo Xiphonio e al Faro Santa Croce, il  terzo ponte tra Augusta e Borgata e la delocalizzazione della Maxcom.  A votare favorevolmente è stata la maggioranza grillina di 15 consiglieri, ma questa volta come al solito compatta visto che i due pentastellati Giacomo Casole e Vittorio Meli si sono astenuti come i tre consiglieri di opposizione Marco Niciforo, Gianna D’Onofrio e Salvo Aviello. Contrari Angelo Pasqua, Giancarlo Triberio e Giuseppe Schermi. E anche questa volta si è consumato, più che mai,  lo scontro acceso tra maggioranza ed opposizione arrivando persino ad accuse reciproche tra il sindaco Cettina Di Pietro e il suo ex vice sindaco Giuseppe Schermi, da tempo all’opposizione e che aveva già contestato l’atto. Bocciata la pregiudiziale del consigliere Peppe Di Mare che aveva chiesto il ritiro dell’atto perché potesse esserci una ampia condivisione, la delibera di giunta è stata approvata  il 6 luglio dopo che l’Autorità portuale di sistema ha inviato il documento per l’approvazione il 14 aprile, pubblicandolo sul suo sito il 29 maggio.

“Un documento che parla del futuro dei prossimi 30 anni della nostra città, un’ amministrazione seria e attenta avrebbe dovuto aprire il confronto con tutti gli attori sociali, professionisti, associazioni, politica, imprenditori e tutti i cittadini; invece ancora una volta l’amministrazione si mette in fuga dal confronto con la città in piena autarchia”- ha detto Di Mare che non ha partecipato alla votazione abbandonando l’aula dopo aver sentito i membri dell’Autorità di Sistema portuale, cioè il presidente Andrea Annunziata che ha detto che Catania non lo ha ancora approvato, lo “farà tra una decina  di giorni”,  Priolo lo ha approvato, e manca anche Melilli. “Abbiamo circa 400 milioni investiti e la possibilità di andare sui tavoli non solo romani ma anche di Bruxelles per chiedere ulteriori finanziamenti per sistemare un’area strategica. –ha detto- Le osservazioni che farete saranno recepite, il piano strategico è pubblicato dalla prima decade di aprile, non abbiamo negato un colloquio a nessuno.”

Il tecnico dell’Autorità portuale Riccardo Lentini ha ricordato che l’ultima modifica del prp è dell’86 e che  “i futuri piani regolatori dei porti  Catania  e Augusta troveranno riferimento nelle linee strategiche dettate da questo documento e saranno oggetto di condivisione prima di giungere all’ approvazione”. Poi ha parlato di zonizzazione “che non è coercitiva,  ci sono due grandi marco funzioni, una strettamente portuale e l’ altra anche urbana”. Non ha chiarito, neanche sommariamente,  quella che era la  maggiore perplessità di chi chiedeva più tempo per esaminare l’atto e cioè perché  è stata estesa la competenza dall’Autorità portuale  al golfo Xiphonio e al Faro sottolineando che “le opere infrastrutturali saranno dentro il prp la ci si confronterà sulle opere da realizzare”.

A buttare acqua sul fuoco delle roventi polemiche è stato l’assessore all’ Urbanistica Andrea Sansone: “qua sembra che stiamo approvando in piano regolatore, ma approviamo un documento di pianificazione strategica dell’Autorità portuale. Qui non si parla di opere ma dello sviluppo economico del porto,  tutta la concertazione è obbligatoria  e verrà fatta i sede di prp.  Abbiamo approvato una delibera di giunta che è un mero atto politico-  ha detto spiegando che le osservazione riguardano la declassificazione  di un’area della Maxcom e dei cantieri navali in area da industriale  a funzione  urbana perchè non  “possiamo mantener un’azienda a rischio esplosione nella città. Sui cantieri nessuno vuole distruggere aziende perchè  -ha precisato- è pacifico che fino a quando non ci sarà un progetto di delocalizzazione dell’esistente nessuno può vitare il mantenimento dell’esistente”. Il terzo asse viario è una “mera ipotesi progettuale perche l’unica cosa che esiste è uno studio di fattibilità al terzo ponte e sono previste 4 corsie, due –ha specificato-  ad uso esclusivo della città e due alla Marina ma serva alla città a tutto quel traffico. Parlate di ampliamento al Faro santa Croce come se noi stiamo svendendo il territorio, la proposta è approvata a condizione, perchè anche noi vogliamo nel dettaglio capire cosa verrà fatto e la destinazione d’uso, ci siamo riservati di valutare nel dettaglio in fase di approvazione  del prp”

Marina Noè, presidente di  Assoporto Augusta, che aveva chiesto alla presidenza di intervenire si è detta d’accordo sul documento che fotografa la situazione attuale,  ma ha sollevato il problema delle perimetrazione delle aree come aree urbane che deve riguardare solo il deposito della Maxcom e non quelle limitrofe dei cantieri. “La Maxcom va sicuramente delocalizzata, cosa diversa sono i cantieri navali perchè se perimetriamo tutta l’area come urbana stiamo impedendo  di avere finanziamenti,  prestiti, infrastrutture perchè le autorizzazioni non potranno essere date.  Se per caso – ha aggiunto- nel redigendo piano portuale si dovesse perimetrare tutta quella area come area a supporto urbano noi non potremmo avere più alcun tipo di autorizzazione ad investimenti industriale.   Si direbbe al cantiere che ha fatto investimenti che non potrebbero fare più niente, mentre l’Arsenale militare magari continuerebbe ad esercitare il ruolo del cantieri”. Favorevole sia al terzo ponte che anche all’allargamento al Faro  Santa Croce perché  “riteniamo che sia positivo che i fondi dell’Autorità di sistema vengano spesi ad Augusta

Di diverso avviso Enzo Parisi, di Legambiente Augusta che aveva già presentato delle osservazione e che, alla luce del consiglio, si è detto sono ancora più convinto che sia necessario arrivare ad un approfondimento “perché ci sono cose non mi sono chiare e alcune cose dette non corrispondono alla realtà. Apprezzo il nuovo approccio nel considerare gli scenari futuri,  ricordo che – ha puntualizzato- non è per dare attuazione al pio desiderio dell’amministrazione o di Legambiente ma la delocalizzazione  della Maxcom in area prossima a Punta Cugno è  prevista in un decreto del presidente della Repubblica che risale al 17 gennaio 1995. Forse qualcuno dell’Autorità portuale ricorda le battaglie di gruppi imprenditori per impiantare i loro impianti in quel zonaPrima di cedere la mia potestà all’Autorità portuale su alcuni tratto di costa ci voglio vedere chiaro, forse vanno rivisti i confini verso sud, come per esempio verso Melilli  dove si sono tratti di costa e dove si costruivano le torri  eoliche dove c’è un moncherino di banchine che sarebbero utili per evitare tante, come ad esempio il passaggio di pezzi di dimensioni straordinarie che ancora non possono passare. Mi preoccupo che senza approfondimenti approviate qualcosa che ci condizionerà per i  futuri sviluppi. Dov’è il confronto con il comune nei futuri passaggi?”  

A chiedere di ritirare l’atto e di fare passaggi preventivi era stato anche  il consigliere dell’opposizione Niciforo che ha affermato   “che non ci sia stata la condivisione questo è nei fatti, mi sarai aspettato un margine più ampio e largo ci troviamo con una amministrazione  in scadenza di mandato, non capisco le ragioni di questa velocità”, anche se la sua collega di movimento Gianna D’Onofrio si è detta favorevole all’allargamento della competenza dell’Autorità portuale soprattutto per la possibilità economica che l’Ente ha da spendere nel territorio megarese.

Angelo Pasqua ha ricordato che già in commissione aveva avuto delle perplessità “perchè il piano regolatore del porto entra nelle città e non riesco a capire perchè non dobbiamo  preservare il golfo Xiphonio che è stato cementificato a Monte Tauro grazie alla Marina militare, menta nell’area della Maxcom  penso che il Comune dovrebbe crearvi un parco a tema”. Schermi ha ribadito la sua  contrarietà  già durante una conferenza stampa chiedendo di rinviare l’atto, “mi sembra che qui stiamo facendo tentando di fare all’ultimo secondo un tavolo tecnico in a sede di consiglio comunale tecnici, ma io posso parlare 10 minuti dopo aver sentito accuse ed offese e qui altri hanno potuto dire tutto e il contrario di tutto quo vu odore che il  consiglio comunale è ridotto ad un mero passacarte”. Per Triberio “si tratta di un documento importantissimo che l’amministrazione ha conservato nel cassetto e  che è stato tagliato fuori da qualsiasi discussione con oggettive, comprensibili e condivisibili opinioni diverse, presenti e non presenti. Quale è la premura e l’interesse per approvare subito questo atto”. Positivo, anche se si è astenuto perchè avrebbe voluto aver più tempo Aviello che ha parlato di occasione saluto questa giornata come positiva.

Il capogruppo dei 5 stelle  Caruso nel ribadire che si tratta  di “linee guida generali, che dovranno essere di riferimento al prossimo prp. Oggi – ha aggiunto-  non si decide nulla, paradossalmente possiamo non votarlo  l’atto andrà al ministero per l’approvazione delle linee guida. poi sapremo ogni punto di questo in cosa si può e si deve fare. Quelli che siete venuti qui a chiedere il rinvio perchè non siete venuti in commissione, ne abbiamo fatto una e se potevano fare di più.  Noi siamo i rappresentanti del cittadino e abbiamo già ascoltati i cittadino, non siamo arroganti ma rispettiamo la democrazia dei numeri. E’ l’inizio di un percorso di sviluppo portuale di Augusta  per raggiungere degli obiettivi, il resto sono solo chiacchiere che non servono a nessuno”

Il sindaco Cettina Di Pietro ha sottolineato che oggi “gettiamo le basi di qualcosa che poi potrà essere  rimaneggiato”, rispondendo ad Assoporto ha specificato che “le aree limitrofe alla Maxcom sono aree militare ed eventualmente deve essere la Marina a dismetterle” mentre riferito a Parisi ha replicato che “non è vero che non c’è fretta, anzi siamo in ritardo”. Sull’allargamento al Faro  ha ricordato che “il consiglio ha trattato su un’interrogazione di anni del consigliere Triberio perchè questa ipotesi non nasce oggi ma nel primissimo periodo del mio mandato ci arrivo una nota in cui ci si notiziava del fatto che c’era stato un errore nella delimitazione dei confini dell’autorità portuale e che andava rivisto. Quindi è una cosa che risale di 5 anni“.

“Capisco che brucia che un documento cosi importante sia fatto da questo amministrazione. – ha aggiunto- Questo piano è pubblicato dalla fine del mese di maggio e oggi siamo al 15 luglio, era aperto a tutti si poteva con le associazioni fare delle commissione consiliare nell’immediato c’è sempre stata una grandissimo confronto, ma non ci è stato chiesto, per cui  non posso non pensare che due note arrivate abbiamo un intento dilatorio, ma non  possiamo più perdere tempo, è questo il momento grazie alla con giuntura positiva anche del decreto delle Zes”

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo