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Augusta, al via i lavori di recupero del castello Svevo: diventerà spazio museale

Si prospetta una nuova stagione per quello che possiamo considerare il luogo-simbolo di Augusta

Prenderanno il via a giorni i lavori di ristrutturazione e restauro dell’imponente Castello Svevo di Augusta destinato dall’assessorato dei Beni culturali a diventare nuova sede museale. Si prospetta, quindi, una nuova stagione per quello che possiamo considerare il luogo-simbolo di Augusta, coevo alla città stessa.

Le opere di consolidamento strutturale e di restauro, finanziate con risorse del Fondo di Sviluppo e coesione – Patto per il Sud, sono state aggiudicate all’associazione temporanea di Imprese tra la Lares Lavori di Restauro s.r.l. di Venezia e la Società Cooperativa Ara con sede legale in Monteriggioni (SI), per 3.294.066,03 euro oltre Iva.

I lavori avranno la durata di due anni al termine dei quali l’edificio potrà tornare ad essere restituito alla comunità di Augusta per la pubblica fruizione. Gli interventi più significativi riguardano il consolidamento delle fondazioni e delle strutture poste al piano terra nell’ala federiciana, ancora oggi ben visibile e al ripristino delle volte. Il restauro del Castello inciderà su entrambe le componenti storico-architettoniche: le strutture relative al periodo federiciano e a quello spagnolo. Gli interventi prevedono anche la realizzazione dell’impiantistica e di quanto necessario alla nuova destinazione di spazio museale. Il Castello, attualmente affidato alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Siracusa, è stato posto sotto sequestro nel 2016 dalla Procura della Repubblica di Siracusa per lo stato di fatiscenza, abbandono e pericolosità in cui versa.

Realizzato da Federico nel 1232 come fortezza, il Castello ha avuto sempre una destinazione difensiva anche in relazione al suo posizionamento sul mare e, usato come presidio militare dagli spagnoli nel XVIII secolo che vi hanno realizzato le possenti mura di confine, è stato destinato da ultimo, e fino al 1978, a carcere. L’edificio, inibito ai visitatori, si trova in uno stato di generale degrado con notevoli e vistose fratture che ne minacciano la staticità, soprattutto nella parte prospiciente il mare. Il castello ha subito nel 1680 imponenti opere di fortificazione progettate da Grunemberg con la creazione del fossato, del ponte, dei rivellini di Santo Stefano e di Sant’Anna e dell’opera a corno sull’istmo.

Nel 1693 lo scoppio della polveriera a causa del terremoto creò gravi danni fronteggiati nel XVIII secolo con una prima significativa opera di restauro e consolidamento. Solo nel 1890 il Castello fu dismesso dall’uso militare per essere trasformato in carcere, funzione che ha svolto fino al 1978. Il terremoto del dicembre 1990 ha inciso, infine sul già precario stato di salute dell’edificio rendendo necessarie azioni di puntellamento.


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