Augusta torna al centro dell’agenda sindacale con il nuovo segretario provinciale della CGIL Siracusa, Franco Nardi, che nella sua prima intervista ha toccato più volte i nodi che riguardano la città: depuratore, ospedale e lavoro legato alla zona industriale.
Il tema più urgente resta quello del depuratore di Augusta, finanziato con fondi già stanziati e in attesa della gara d’appalto. “Si tratta di una svolta attesa da decenni – afferma Nardi – ed è gravissimo che ancora oggi Augusta sia uno dei pochi comuni senza un impianto di depurazione, con danni ambientali enormi e infrazioni europee che pesano sulla collettività”.
Al tempo stesso, però, il sindacato invita a valutare un’alternativa: l’utilizzo del depuratore già esistente gestito da IAS (e del rapporto con AretusAcque). “È chiaro che, con la disponibilità di un altro impianto, non si può non aprire un confronto. Capisco la determinazione del sindaco Di Mare nel voler concretizzare un’opera tanto attesa, ma credo serva un dibattito pubblico per capire se sia più corretto investire sul nuovo depuratore o sfruttare una struttura già attiva, rafforzandone gestione e garanzie”. L’idea, comunque, sembra quella di suggerire un’interlocuzione con AretusAcque per comprendere che fare per il futuro e avere una gestione certa.
Nardi ha ribadito l’importanza dell’ospedale di Augusta come presidio sanitario baricentrico per la zona industriale. “È una struttura che va valorizzata con specializzazioni precise e potenziate, perché serve non solo ai cittadini ma anche ai lavoratori del polo industriale. Non possiamo permettere che venga depotenziato a favore di altri territori”.
Il sindacato chiede quindi impegni concreti da parte dell’ASP e della Regione: non solo mantenere i servizi esistenti, ma garantire nuove risorse umane e strumentali.
Sul fronte lavoro, Augusta è direttamente coinvolta nelle sorti del polo industriale. Nardi denuncia l’assenza di un piano industriale nazionale e regionale, che costringe i sindacati a “navigare a vista”. Una situazione che tocca anche le famiglie dei dipendenti legati a IAS, circa 80, per cui la CGIL chiede tutele e continuità occupazionale.
“Non si può parlare di futuro di Augusta senza affrontare contemporaneamente le questioni industriali, ambientali e sanitarie – ha concluso Nardi –. Sono nodi che si tengono insieme e che devono essere affrontati con una visione unitaria: lavoro, salute e ambiente”.
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