Cronaca

Augusta, aggressione ed insulti “omofobi” ad un giovane: solidarietà dal circolo del Pd

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Prima lo avrebbero derubato, spinto per terra, pestato, preso a calci e pugni. Infine insultato sull’aspetto ritenuto troppo “femminile”, “inadatto”. Almeno per i tre che lo scorso giovedì pomeriggio in pieno centro ad Augusta hanno fermato la vittima, un uomo sulla 40ina, intento soltanto a passeggiare per strada. I ragazzi – età media tra i 20 e i 25 anni – lo hanno prima dileggiato, quindi sono passati alle maniere forti.

Tutta colpa di un atteggiamento a loro modo di vedere eccessivamente effeminato. Qualcosa però ha fatto scattare la molla della violenza e i giovani – magari stimolati dalla stupidità tipica di un branco – si sono lasciati andare a un’aggressione omofoba. Passando quindi dalle parole ai fatti, derubandolo di soldi (poco più di 80 euro) e, pare, tessere e documenti. La vittima, spaventata, ha denunciato il fatto ai Carabinieri i quali hanno avviato le indagini per risalire all’identità dei componenti del gruppo.

“Apprendiamo con sconcerto di una seconda aggressione ai danni di un nostro concittadino avvenuta in pochi giorni. Infatti, dopo quanto accaduto in via Catania lo scorso 3 aprile, giovedì 9 aprile si è verificata un’altra grave aggressione ai danni di un giovane augustano, aggredito e derubato in pieno giorno e apostrofato con epiteti omofobi”.

E’ quanto sostiene, in una nota, il segretario del circolo del Pd, Luca Vita che, nell’esprimere solidarietà alle vittime, condanna con fermezza “questi episodi e chiede che le istituzioni si attivino per rafforzare la vigilanza sul territorio e per avviare programmi educativi e iniziative atte a sensibilizzare la cittadinanza al rispetto delle differenze, affinché episodi del genere, che offendono tutti noi, non si ripetano più. È inaccettabile che, ancora nel 2021, – conclude- si debba assistere ad aggressioni motivate da odio politico o da omofobia”.  

Una pagina di cronaca spiacevole in un momento in cui a Roma si dibatte sulla legge Zan, cioè sulle “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. E questo chiedono oggi a gran voce le associazioni Lgbt: di fare presto per cercare di impedire atti beceri come questi. Tra le novità del provvedimento, infatti, è prevista la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi. Un provvedimento che, dopo un fatto spiacevole, come quello accaduto a Augusta appare sempre più importante.