“Chiediamo la revoca del provvedimento di chiusura dell’agenzia Inps di Augusta, così come è avvenuto per quella di Acireale e all’amministrazione comunale e al sindaco Cettina di Pietro di farsi portavoce con la deputazione nazionale e regionale affinché vengano prese tutte quelle iniziative per il ripristino del servizio“. A parlare è il segretario della locale Camera del lavoro, Lorena Crisci che interviene all’indomani della chiusura, annunciata da mesi e che non si è riusciti a scongiurare nemmeno dopo la richiesta del Comitato provinciale Inps né mantenendo, unico caso in Sicilia, un punto Inps dell’agenzia di via Adua che da lunedì non è più operativa negli uffici di Terravecchia. E dove fino a stamattina gli utenti si continuavano a recare trovandoli chiusi e con l’invito a recarsi a Siracusa.
“La chiusura dello sportello Inps contro la quale questa Camera del Lavoro ha fatto sentire la sua voce senza esitazione e che per tutti i cittadini rappresenta l’ennesimo abuso da subire -dice Crisci – oltre che suscitare la massima indignazione, ci delude e ci conferma il disprezzo che taluni dirigenti ed amministratori hanno verso quello che è il mantenimento dei requisiti minimi dei servizi ai cittadini senza i quali qualitativamente non si può certo dire che non si vada incontro ad un regresso senza precedenti. A nulla sono servite le proteste, ci riferiamo ai due sit-in che miravano a sensibilizzare le parti interessate, a niente è servito contribuire alla ricerca di soluzioni praticabili partecipando a tavoli di confronto fra le parti (Inps, amministratori comunali, sindacati). Ripetutamente il nostro territorio, che raccoglie Augusta, Villasmundo, Melilli e Priolo Gargallo, viene penalizzato fortemente dalle solite scelte manageriali che non guardano alla necessità del territorio e delle persone che ci vivono, ma piuttosto alla logica della riduzione dei costi, che porta benefici solo a qualche manager, e che ci porta verso un regresso circa la fruizione per i cittadini dei servizi fondamentali”.
Secondo il segretario della Camera del lavoro da troppo tempo scelte “scellerate” penalizzano la comunità ed è arrivato il momento che la cittadinanza, i lavoratori e i pensionati “alzino la testa tutti insieme per rivendicare quello che ci viene tolto e per riconquistare i nostri diritti. L’alta percentuale di lavoratori espulsi dal mondo del lavoro, dei disoccupati e dei pensionati nel nostro territorio ci impone di non arrenderci, di continuare a lottare”.
A individuare responsabilità nell’amministrazione è il consigliere comunale di Leu Cento-passi, Giancarlo Triberio secondo cui “nonostante da tempo si era a conoscenza della reale possibilità di chiusura dell’ agenzia, se non si fossero trovati i locali idonei, l’ amministrazione 5 Stelle non è stata capace di mantenere questo importante presidio di legalità nel nostro territorio – aggiunge -. La giunta Di Pietro, insieme ad un senatore 5 stelle augustano e avendo anche un “governo nazionale amico”, non riesce a garantire un servizio fondamentale per la nostra città e non riesce ad evitare la chiusura della sede, unica agenzia soppressa in tutta la Sicilia. In consiglio comunale, rispondendo ad una interrogazione in merito di cui ero firmatario, si è palesato la totale incompetenza ed inconcludenza di un’amministrazione che sarà ricordata per gli scippi fatti subire alla nostra città e per le cose non fatte“.
E proprio lunedì sera, in risposta all’interrogazione di Triberio presentata insieme al collega Alessandro Tripoli, il sindaco Cettina Di Pietro, che ha ribadito che la “nota con cui è stata disposta la soppressione dal presidente Inps Boeri non è stata ufficialmente mai comunicata all’amministrazione”, e che si era già organizzata una riunione con il comitato provinciale dell’Inps per salvare gli uffici, ha fatto sapere che la sede alternativa per il Punto Inps proposta dal Comune, negli ex uffici dell’Ecologia, vicino i vigili urbani in affitto, era stata bocciata durante un sopralluogo dal personale dell’istituto di previdenza sociale per problemi ai servizi igienici non a norma.
“I locali non sono di proprietà del Comune ed erano stati proposti per scongiurare la chiusura della sede – ha detto il sindaco – era una proposta tampone nelle more di trovare un’altra soluzione, ma trattandosi di interventi di manutenzione straordinaria non potevano essere fatti dal Comune, ma dal proprietario. So che la Marina aveva dato disponibilità a fornire dei locali, ma non sono stata contattata dalla Marina e non so se è stata formalizzata con un atto concreto inviato a Palermo. Nel frattempo si è aperta un’altra possibilità con i locali sede del Centro per l’impiego, in affitto con un contratto che vede la locazione con i comuni di Melilli e Priolo Gargallo e che dovrò sentire per proporre questo ulteriore immobile con la speranza che il servizio possa essere riattivato. Questo congiuntamene con la Marina militare, perchè non deve essere scartata nessuna possibilità”.
Sui locali offerti dalla Marina militare c’è la disponibilità del comandante di MariSicilia con interlocuzioni verbali con l’Inps, ma a oggi non si sarebbe arrivati a una formale richiesta da parte dell’Inps e viceversa.
