Augusta, 312 mila euro per un debito fuori bilancio e aliquota Imu ridotta

Approvati solo dalla maggioranza a 5 stelle, il secondo debito fuori bilancio approvato ammonta a 10.000 euro per l’intervento d’urgenza sul viadotto Federico II, rinviato il terzo relativo a 80.000 euro

Un debito fuori bilancio pari a 312 mila euro, un altro di 10 mila e la riduzione dello 0,5 dell’aliquota Imu per il 2020. Sono i tre punti all’ ordine del giorno approvati ieri dal Consiglio comunale di palazzo San Biagio dalla sola maggioranza grillina che, per quanto riguarda la riduzione  dell’ Imu, ha approvato l’emendamento del capogruppo a 5 stelle Mauro Caruso (astenuta Gianna D’Onofrio, contrario Giuseppe Schermi) sulla riduzione dell’aliquota dall’attuale 1,06% all’1,01. Una “mancetta” per il gruppo di centrosinistra che, invece, aveva proposto una più sostanziale riduzione al minimo dello 0,76, con 4 emendamenti tutti bocciati dalla maggioranza perché non era stata individuata la copertura per la riduzione, mentre per quello dello 0,5% si utilizzeranno i 480 mila euro provenienti da quel 30 % del milione e mezzo ricavata dalla rinegoziazione dei mutui, che ha allungato il loro pagamento fino al 2043.

Il nostro proposito – ha detto il capogruppo del centrosinistra Giancarlo Triberio – era aiutare anche i cittadini e non solo i commercianti colpiti dal lockdown. Le somme non è detto che vengano dal 30 per ma anche da altri somme in bilancio, che non abbiamo potuto verificare perché non siamo a conoscenza se ci sono residui attivi o cosa contiene il bilancio a oggi. Come potevamo dire dove prendere quei soldi, ciò nonostante il consiglio può  decidere dei destinare somme del bilancio per un sconto sulle categorie Imu. E un aiuto che raggiungerebbe molte persone perché in tanti magari hanno ereditata una  vecchia casa che è una catapecchia”. Il responsabile del settore Finanze Angelo Carpanzano ha affermato che riducendo l’aliquota allo 0,76 “avremmo un ruolo Imu che va ben al di la del 480 mila previsti dal 30 per cento della rinegoziazione dei mutui. Si sforerebbe e mancherebbe la copertura e bisognerebbe recupererebbe almeno 2 milioni e mezzo di euro”. Alla domanda del consigliere  Triberio su quanti soldi si hanno in cassa, ha risposto che ci sono “circa 23 milioni di euro, il totale è di 36 milioni e ci sono somme vincolate che non possono essere toccate – ha puntualizzato -. Se il Consiglio decide di fare una variazione non si possono prendere i soldi della cassa”.

I debiti rimasti sul groppone sono circa 35 milioni di euro e le somme che saranno messe nella nostra disponibilità sono vincolate al pagamento dei debiti non rientrati nella procedura dell’ Organismo straordinario di liquidazione – ha affermato il sindaco Di Pietro – non si possono fare artifici in bilancio, non facciamo contributi a pioggia anche forzando i limiti di legge, queste cose le facciamo fare, se ci riesce, a chi si è divertito a fare iperboli di prodotti finanziarie a contrarre muti a iosa che paghiamo fino ad oggi e che ci hanno consentito di mettere da parte un milione e mezzo di euro”.  

Schermi ha sostenuto che “i soldi ci sono, ma non si possono utilizzare perché l’ultimo rendiconto finanziario approvato portava un avanzo di amministrazione di 40 milioni di euro. Ci sentiamo dire che – ha aggiunto – non ci sono due milioni per abbassare le tasse come Melilli perché buona parte della cassa è vincolata dai fondi del contenzioso e dei crediti di dubbia  esigibilità che nascono anche e soprattutto dalla mancata emissione dei ruoli di idrico e Tari che non si capisce perché non arrivano. Questi due milioni e mezzo per coprire tutto si potevano trovare un milione con la rinegoziazione dei mutui e un altro dagli impegni per le opere pubbliche che molto probabilmente non verranno neanche spesi”.

Con la somma dei 480 mila euro del 30% la tassa poteva essere abbassata dell’0,5 e questo abbiamo proposto – ha detto  Mauro Caruso – nel 2021 questo abbassamento è garantito da una serie di azioni tra cui l’allungamento del debito per altri nove anni che ha abbassato la rata annua e queste differenza va a coprire negli anni la differenza dell’aliquota. L’Imu è la tassa principale di un Comune, se non entra il Comune  non può fare determinate operazioni. Se abbassiamo di due milioni e mezzo quest’anno poi l’anno prossimo i soldi dove li andiamo a prendere, alziamo di nuovo le aliquote o facciamo un altro mutuo per pagarle?”.

Ammonta invece a 312 mila euro il debito fuori bilancio, il primo dell’amministrazione grillina, approvato, anche questo dalla sola maggioranza a 5 stelle (astenuta D’Onofrio, contrari Di Mare e Schermi, quest’ultimo aveva presentato un emendamento sulla rateizzazione del debito dichiarato inammissibile in quanto ha bisogno del consenso della controparte). La somma si riferisce, in sostanza, al servizio di accalappiamento, mantenimento e cura dei randagio che è stato effettuato dalla società proprietaria del canile di Ogliastro nel periodo che va dal primo aprile 2019 a fine novembre dello stesso anno, dopo che era scaduto l’appalto con l’Ente e con proroghe mensili per le quali c’è stata una denuncia alla Guardia di finanza, che ha portato a un’indagine, al rinvio a giudizio del responsabile dell’ex settore Ecologia Edoardo Pedalino mentre sulla posizione del sindaco Di Pietro il gip ha fissato l’udienza a settembre.

A ricordare la vicenda è stato lo stesso  Schermi che ha detto “di aver già segnalato all’Anac nel 2018 il continuo frazionamento dell’appalto di circa 600 mila euro in lotti di 39.900 euro mensili, sotto soglia. Inizialmente chiedendo la trasmissione alla Corte dei conti del verbale di questa seduta si è fatto un ennesimo frazionamento a mio parere con un bando sotto i 200 mila euro. Si arriva alla scadenza del 31 marzo 2019, da aprile in poi si mantiene la custodia del servizio e stranamente le fatture vengono respinte, ma il soggetto gestore che è sempre lo stesso da prima del 2015 da aprile non viene pagato. Ignorati i suggerimenti di fare micro canili e spezzare il monopolio del servizio e oggi siamo qui con una delibera  di giunta di settembre, che da’ un atto di indirizzo ammettendo che si sta facendo una proroga senza contratti e chiede di attivarsi per la gara. La giunta approva il bilancio 2019 sei giorni dopo, nulla dicendo del debito fuori bilancio. Adesso mi sembra strano che non si può aspettare una settimana in più, perché emerge a luglio 2020 questo debito e non è stato inserito in sede del bilancio 2019?”

Carpanzano ha risposto che “il debito non poteva essere approvato senza bilancio ed è stato presentato alla presidenza uno o due giorni dopo l’approvazione del bilancio 2019 – ha spiegato -. I revisori hanno sollevati dei dubbi e abbiamo riesaminato procedure e rifatto tutti i calcoli per evitare qualunque problema ai consiglieri. A febbraio è stata ripresentata la proposta di delibera per il riconoscimento anche perché la ditta ha mandato un paio di diffide al pagamento”.

Anche questa amministrazione ha prodotto un debito fuori bilancio – ha sostenuto Peppe Di Mare -. C’è stata una società che per otto mesi ha svolto un servizio senza aver alcun procedimento amministrativo, sul frazionamento c’è un’inchiesta della procura in corso quindi ci stiamo zitti, tutta la gestione del randagismo è stata poco chiara in questi 5 anni e si conclude  in questo  modo  tra le notizie  di aggressioni di cani. Esprimo solidarietà per chi ha pagato e non doveva  pagare perché per me la responsabilità è sempre della parte politica. Visto che è del novembre 2019 lo potevate portare prima in aula, ha un sapore vecchio e politico”.

Prima si fa una denuncia e poi si è solidali nei confronti della persona denunciata mi sembra un’ipocrisia – ha replicato il sindaco che ha ricordato che la denuncia è stata presentata a dicembre nel 2015, quando l’amministrazione grillina era insediata da appena sei mesi e che “ci sono responsabilità politiche e responsabilità amministrative che possono spiccare in capo solo di chi compie l’atto”. Durante la discussione la presidente Marturana ha denunciato sui debiti fuori bilancio la “fuga di atti non pubblici” dicendosi pronta ad andare alla Guardia di Finanza, mentre il consigliere Di Mare ha stigmatizzato l’assenza in aula, ancora una volta, dei revisori in aula ritenendola “un’anomalia grave” di cui saranno informati  gli organi professionali e amministrativi.

Il secondo debito fuori bilancio approvato ammonta a 10.000 euro e riguarda l’intervento d’urgenza e messa in sicurezza effettuato nei mesi scorsi sui giunti del viadotto Federico II, mentre il terzo pari a 80.000 euro circa relativo agli straordinari dei dipendenti comunali per l’attività di accoglienza  migranti  prestata nel periodo degli sbarchi, quando c’era la commissione straordinaria è stato rinviato.


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