Ultime news

Amministrative ad Augusta. Spada: “No a candidature di bandiera del Pd, serve un progetto largo o sarà buco nell’acqua”

“Il simbolo del Partito Democratico dovrà esserci – afferma – ma deve rappresentare una proposta reale, non una bandierina"

Ad Augusta, la campagna elettorale è ancora lontana ma il clima politico si scalda. Il sindaco uscente Giuseppe Di Mare ha già incassato l’appoggio compatto del centrodestra, che si prepara a correre unito, mentre nel campo opposto la situazione è più incerta. A parlarne, nel corso di un’intervista a Siracusa News, è stato Tiziano Spada, deputato regionale del Partito Democratico, che non nasconde le difficoltà del suo partito nel trovare una direzione comune. “Il rischio – ammette – è quello di arrivare all’appuntamento divisi, con una candidatura di bandiera, senza una reale possibilità di competere. Sarebbe l’ennesimo errore.”

Per Spada, Augusta rappresenta una delle sfide chiave del 2025 per il Partito Democratico e, più in generale, per tutto il centrosinistra siracusano. L’obiettivo, dice, deve essere quello di costruire una candidatura unitaria e inclusiva, capace di aggregare attorno a sé non solo i tesserati, ma anche le forze civiche e i mondi che non si riconoscono nell’attuale amministrazione: “Non possiamo limitarci a presentarci per testimoniare la nostra presenza. Se vogliamo essere competitivi dobbiamo parlare con tutti coloro che in questi anni non hanno condiviso la linea del sindaco Di Mare. Serve un progetto largo, condiviso, capace di interpretare le esigenze della città.”

Augusta, secondo Spada, è un banco di prova importante non solo per i numeri, ma per il valore politico simbolico che rappresenta. In una provincia dove il Pd fatica a imporsi – “amministriamo solo quattro comuni su ventuno” – conquistare o anche solo competere seriamente ad Augusta significherebbe dimostrare che il partito può ancora costruire consenso sui territori. “Non possiamo presentarci divisi, né accettare di fare da comparsa. Augusta deve essere il luogo dove dimostriamo che il Partito Democratico sa unire e sa proporre una visione alternativa. Altrimenti sarà l’ennesimo buco nell’acqua.”

Il deputato individua due scenari: uno ottimistico, in cui il Pd riesce a costruire una coalizione ampia con forze civiche e progressiste, e uno difensivo, in cui prevale la tentazione di una candidatura simbolica, utile più a mantenere bandiera che a competere davvero. “In quel caso – avverte – non faremo che ripetere gli errori del passato, dando ai cittadini l’immagine di un partito incapace di dialogare e chiuso su se stesso. Augusta non può permettersi un’opposizione frammentata.”

Spada parla anche di responsabilità collettiva: dei dirigenti provinciali, dei militanti e della classe politica siracusana che deve “uscire dalle logiche interne e pensare al bene comune”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alle dinamiche di potere che hanno spesso paralizzato il PD locale. “Se continuiamo a ragionare per correnti e piccoli posizionamenti, perderemo ancora. Io credo che si debba ragionare in termini di prospettiva, di città, non di congressi.”

Infine, un passaggio che suona come un avvertimento ma anche come un’apertura: “Il simbolo del Partito Democratico dovrà esserci – afferma – ma deve rappresentare una proposta reale, non una bandierina. Dobbiamo sederci con chiunque voglia un’alternativa credibile a questa amministrazione, anche fuori dal perimetro del partito”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni