Profondo cordoglio ad Augusta e in tutto il territorio siracusano per la scomparsa di Antonio Gelardi, già direttore della Casa di Reclusione di Augusta e figura tra le più apprezzate dell’amministrazione penitenziaria siciliana.
Gelardi è venuto a mancare dopo essere stato colto da un malore mentre si trovava a Siracusa. Palermitano di nascita ma profondamente legato al territorio siracusano, Antonio Gelardi ha diretto per oltre un decennio la Casa di Reclusione di Augusta, lasciando un segno indelebile non soltanto nella gestione dell’istituto penitenziario, ma soprattutto nel modo di concepire il rapporto tra carcere e società civile.
La sua visione era chiara: il carcere non doveva essere un luogo chiuso e isolato dal contesto sociale, ma uno spazio capace di dialogare con il territorio e di favorire concreti percorsi di recupero e reinserimento. Da questa idea nacquero numerose iniziative che negli anni portarono all’interno dell’istituto migliaia di studenti, volontari, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini.
Durante il suo mandato furono promossi progetti culturali, attività formative, laboratori, incontri con le scuole e iniziative di sensibilizzazione che contribuirono ad abbattere il muro dell’indifferenza spesso esistente tra il mondo penitenziario e la comunità esterna.
Nel 2019 lasciò la guida della struttura augustana dopo oltre dieci anni di incarico. Nel suo messaggio di commiato rivolse parole di profonda riconoscenza al personale penitenziario, alle istituzioni locali, alle associazioni di volontariato, ai dirigenti scolastici e ai giornalisti che avevano accompagnato e raccontato il percorso di apertura del carcere alla città.