Trasferiti al porto di Augusta i 63 migranti rintracciati a Portopalo con una barca a vela, avrebbero pagato 5.000 euro per il viaggio

Sono tutti uomini, pachistani, 61 sono stati individuati sul natante, 2 a terra. È caccia ai due presunti scafisti

La barca a vela con cui viaggiavano i 63 migranti

Non si fermano durante quest’estate gli arrivi di migranti in barca a vela. È della notte scorsa il rintraccio di 63 persone, tutti uomini, che si sono dichiarati pakistani, individuati nelle acque antistanti l’isolotto di Capo Passero e Portopalo di Capo Passero. A rintracciarli è stata l’unità navale militare Mvcp 323 della Guardia Costiera di Siracusa, coadiuvata da un pattugliatore della Guardia di Finanza di Pozzallo, nel ragusano.

Quest’ultima ha recuperato la barca portandola fino all’ormeggio al porto Fossa di Marzamemi di Pachino, dove è stata effettuata l’ispezione e il sequestro da parte del personale del Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa, al comando di Carlo Parini, vice commissario di polizia, mentre i migranti sono stati recuperati dalla Guardia costiera che li ha trasferiti alla tendopoli di prima accoglienza del porto di Augusta. Hanno detto di essere partiti sabato notte da un porto a Nord della Turchia e di aver pagato 5.000 euro per il biglietto.

Altri due migranti sono stati poi rintracciati  da una pattuglia dei Carabinieri nel centro abitato di Portopalo, hanno riferito di essere sbarcati nella notte dalla barca con un piccolo gommone assieme ai due comandanti che parlano in curdo e in turco, al momento irreperibili. Il Gicic prosegue le ricerche per rintracciare i due presunti scafisti.


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