Simone Cuccia da Augusta, docente universitario, avvocato e parlamentare del regno. La sua vita in un convegno

L’iniziativa è della Società augustana di storia patria e dell’associazione filantropica liberale “Umberto I”

“Simone Cuccia, augustano, docente universitario, avvocato, parlamentare del regno”. E’ questo il tema del convegno in programma oggi, alle 18, nel salone dell’associazione filantropica liberale “Umberto I” incentrato sulla figura Di Simone Cuccia, giurista e politico, che non molti sanno che è nato ad Augusta nel 1841 in quanto il padre Luca, ufficiale dell’Esercito borbonico era comandante della piazzaforte di Augusta faceva parte della colonia albanese di Mezzojuso. Suo nipote era Enrico Cuccia, banchiere italiano tra i più importanti della seconda metà del Novecento. L’iniziativa è della Società augustana di storia patria e dell’associazione filantropica liberale “Umberto I” presieduta rispettivamente da Giuseppe Carrabino e Mimmo Di Franco con l’obiettivo di far conoscere la vita e l’opera di un concittadino dalla dottrina giuridica e cultura letteraria e filosofica non comune” e di cui “qualche cenno biografico è stato rinvenuto tra le molteplici “carte” dell’archivio Blasco ma in ambito giurisprudenziale il personaggio è abbondantemente noto”.

La relazione sarà tenuta da Gabriele Massimiliano Ragusa, dottorando di ricerca in Storia e teoria del diritto all’ università degli studi di Macerata e socio fondatore della Società augustana di storia patria.

Nel 1862 Simone Cuccia si laureò in giurisprudenza col massimo dei voti e, subito dopo, ottenne la cattedra di Oltre ad essere stato docente di Scienze giuridiche e di Storia del diritto all’Università di Palermo è considerato uno dei creatori della sociologia criminale, si è occupato della catalogazione delle varie forme di delinquenza e in particolare di quella femminile e dei vari tipi di malattie mentali dei soggetti coinvolti”. Nel 1882 è stato anche eletto deputato nel primo collegio di Palermo, confermato ininterrottamente sino alla morte. Nel 1888 fu relatore del bilancio del Ministero di Grazia e Giustizia. Il suo nome è legato al progetto per la stesura del nuovo Codice penale italiano. Mori a Palermo e si torva sepolto nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli a Palermo.

 


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