“Sia accolta ad Augusta la nave Aquarius”: lo chiede il consigliere Schermi. Appaltato il nuovo hotspot dentro il porto megarese

Secondo Schermi anche il sindaco di Augusta Di Pietro dovrebbe dichiarare la disponibilità del porto megarese come già hanno fatto i colleghi di Palermo e Napoli

Il sindaco di Augusta si unisca alla disponibilità già data dai Comuni punti di sbarco Palermo e Napoli scrivendo immediatamente al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte per dare immediata disponibilità all’approdo nel porto di Augusta della nave dell ong Aquarius”. E’ quanto chiede con una nota inviata al sindaco, Cettina Di Pietro e al presidente del consiglio comunale, Sarah Marturana il consigliere comunale di Diem25, Giuseppe Schermi che si inserisce nella vicenda della  Aquarius, con a bordo 629 migranti soccorsi in mare nei giorni scorsi, dei quali 123 minori non accompagnati, 11 bimbi e 7 donne in stato di gravidanza,  di fatto, “bloccata in alto mare. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini in accordo con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Daniele Toninelli – scrive Schermi- ha negato l’accesso ai porti italiani. Ciò sembrerebbe violare le Legge internazionale, da cui l’appello dell’agenzia Onu per i rifugiati  Unhcr in Italia, che ha richiesto che “Stati e attori coinvolti trovino soluzioni  celeri che consentano ai migranti e rifugiati dell’Aquarius di essere sbarcati in modo sicuro e rapido. Il rallentamento delle operazioni mette a rischio la salute di centinaia di persone con urgente bisogno di assistenza”.

Il consigliere comunale chiede che i migranti possano essere accolti  ad Augusta dove esiste da 5 anni una tendopoli di prima accoglienza e dove verrà realizzato, nelle prossime settimane, un centro temporaneo per il primo Soccorso e la preidentificazione definito anche come hotspot nello stesso bando pubblicato l’anno scorso  dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa “Invitalia”,  che si è occupata della progettazione  e della gara per conto della prefettura di Siracusa.

La struttura è stata fortemente voluta dal Governo precedente, l’appalto aggiudicato, nelle scorse settimane, per un importo di  poco più di due milioni e 217 mila euro, sui  3 milioni e 400 mila euro previsti dalla gara a  base d’asta, ad un  raggruppamento  temporaneo di imprese costituita da Tomasino metalzinco srl (mandataria) di Cammarata, in provincia di Agrigento, Fmb tubes srl (mandante) di Polistena (Reggio Calabria) e  Mp impianti di Montisanti Andrea di Palermo.

Prevede la fornitura e posa in opera, comprensiva di trasporto, installazione, montaggio, manutenzione e smontaggio finale di una tensostruttura e moduli prefabbricati  che verrà realizzato in 80 giorni dalla firma del contratto non più accanto alle banchine, dove si trova l’attuale tendopoli, ma in un’area più decentrata accanto alla palazzina dell’Autorità portuale dove dovrebbe rimanere  in vita due anni, prorogabili ad altri due, per poi  essere trasferito in un’area ancora da individuare fuori dal porto secondo le rassicurazioni  fornite, l’anno scorso,  durante un vertice istituzionale al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del precedente ministero dell’Interno e rese note dal sindaco Di Pietro.

 

 

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi