Legambiente Augusta e Natura Sicula dicono “no” al piano di lottizzazione di contrada Pozzillo-Faffaianni

Le due associazioni, attraverso i loro legali, hanno diffidato e messo in mora tutti i soggetti convolti perché il piano venga rigettato e si revochino in autotutela i pareri rilasciati, “manifestamente illegittimi o decaduti per decorso dei termini”

E’ “incompatibile” con i vincoli di tutela paesaggistico-ambientale e archeologica esistenti nella zona di Brucoli e pertanto non deve essere realizzato il piano di lottizzazione di contrada Pozzillo-Faffaianni, presentato per la prima volta nel 2006 e adesso al vaglio di un commissario ad acta nominato dalla Regione.

A dirlo sono Legambiente di Augusta e Natura Sicula di Siracusa che attraverso i loro legali, Paolo Tuttoilmondo e Sebastiano Papandrea hanno diffidato e messo in mora tutti i soggetti convolti (sindaco, assessore, presidente del consiglio comunale, commissario ad acta, Sovrintendenza, dirigenti di settore) perché il piano venga rigettato e si revochino in autotutela i relativi pareri urbanistici e paesaggistici in passato rilasciati, “manifestamente illegittimi o decaduti per decorso dei termini di efficacia.

Giova infatti ricordare che il piano, esteso 169.543 mq e che prevede la costruzione di 35 alloggi ed una struttura alberghiera per circa 380 persone, – si legge in una nota- ricade in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico ed in cui vigono vincoli di inedificabilità e di carattere archeologico e ambientale”. Ovvero la tutela 3 di inedificabilità assoluta, assegnata dal piano paesaggistico entrato in vigore il primo febbraio 2012 e che, secondo gli ambientalisti, fa decadere il parere paesaggistico rilasciato nel 2010 dalla Sovrintendenza di Siracusa, che è anche scaduto, essendo trascorsi oltre 5 anni dal suo rilascio.

È, inoltre, lampante e del tutto ingiustificata la mancanza delle prescritte Vinca (valutazione di incidenza), Via (Valutazione di impatto ambientale) e Vas (Valutazione ambientale strategica), che – aggiungono le due associazioni- sono di capitale importanza ed indispensabili per la contiguità al Sito di interesse comunitario (Sic) fondali di Brucoli-Agnone, per le caratteristiche delle opere previste e per la tipologia del piano. Infine, in sede di IV commissione consiliare sono state rilevate dal sovraordinato all’Urbanistica diverse criticità sotto il profilo urbanistico quali eccesso di volumetrie, inclusioni aree esterne al perimetro ET/1 e indici di edificabilità non verificati.

Da qui la diffida ad annullare, in autotela, o revocare e dichiarare decaduto il parere paesaggistico espresso dalla Sovrintendenza, annullare o revocare i pareri dei dirigenti del IV settore e dell’ufficio tecnico comunale, ad astenersi dall’approvare il piano di lottizzazione e, in ogni caso, assoggettarlo alle debite procedure di valutazione ambientale.

A sostenere e condividere l’iniziativa di Legambiente e Natura sicula è il Coordinamento di Punta Izzo possibile che sottolinea l’obiettivo di “tutelare lo straordinario patrimonio costiero di Brucoli, opponendosi alla realizzazione dell’ennesimo piano di lottizzazione incompatibile con la conservazione di un bene naturalistico e archeologico dichiarato di notevole interesse pubblico, insieme ai suoi fondali marini riconosciuti anche sito d’importanza comunitaria” – si legge in una nota in cui si ricorda che la Soprintendenza di Siracusa e l’assessorato regionale ai Beni culturali, attraverso il piano paesaggistico, hanno espressamente affermato la necessità di “scoraggiare la creazione di nuove strutture albeghiere” sulla costa, provvedendo ad “incanalare i flussi turistici attraverso strutture che forniscano assistenza qualificata come guide naturalistiche, centri di informazione, punti di ristoro a basso impatto allocati in edifici esistenti, reti di ospitalità diffusa nei piccoli centri”.

Secondo il Coordinamento da “Punta Izzo a Capo Campolato, la costa megarese va dunque difesa da ulteriori insediamenti abitativi, costruzioni e strutture alberghiere che apporterebbero nuova e irreversibile cementificazione e consumo di suolo, distruggendo irrimediabilmente gli habitat naturali e privando la nostra comunità di un’alternativa economica e socio-culturale sostenibile e lungimirante”.

 


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