Corruzione elettorale: esclusa l’aggravante di mafia, prescrizione per Pippo Sorbello e due ex consiglieri comunali di Augusta

Il Pubblico Ministero Andrea Ursino, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna alla pena di tre anni di reclusione ciascuno

La posizione dell’ex deputato regionale all’Ars ed ex sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, è stata prescritta dal tribunale penale di Siracusa dall’accusa di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Sorbello era stato accusato di aver avuto l’appoggio del clan Nardo in due tornate elettorali. Stessa sentenza è stata pronunciata per gli ex consiglieri comunali di Augusta, Carmelo Trovato e Maria Concetta Ciulla e per Tony Ortisi.

Il Pubblico Ministero Andrea Ursino, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna alla pena di tre anni di reclusione ciascuno ma il Tribunale penale, al termine della Camera di Consiglio, ha assolto i quattro imputati dalla circostanza aggravante di mafia perchè insussistente e ha dichiarato estinto per intervenuta prescrizione il reato senza entrare nel merito della questione, ovviamente.

I quattro imputati erano finiti nel filone d’inchiesta dell’operazione “Morsa” condotta dai Carabinieri di Siracusa, che il 28 gennaio del 2011 aveva portato all’arresto di 28 persone, molte delle quali affiliate al clan Nardo di Lentini.

Secondo le accuse gli uomini della cosca avrebbero fatto pressioni sui politici per ottenere appalti pubblici ma i fatti inerenti l’ex parlamentare regionale risalgono al 2007 (elezioni comunali di Melilli) e proseguiti anche nel 2008 (elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana), quando si era candidato con il Movimento Per l’Autonomia, senza tra l’altro essere eletto.possono essere considerati prescritti.

“Ieri, con la difesa dell’avvocato Stefano Rametta, si è finalmente chiuso positivamente un capitolo giudiziario che ha segnato profondamente la mia vita negli ultimi anni. Ho atteso con pazienza la possibilità di dichiarare a gran voce la mia totale estraneità a un reato infamante da me mai commesso, confidando sempre nella giustizia e nel lavoro della magistratura – le prime parole di Sorbello – Ci sono voluti sei anni prima di essere assolto dalla circostanza aggravante di mafia, ex Art.7, nell’ambito dell’inchiesta Morsa 2″.


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