Caso Sea watch, l’ex comandante di MariSicilia Augusta, De Felice: “arrestare il capitano e convocare gli ambasciatori di Paesi Bassi e Germania”

Secondo l’ammiraglio di divisione è questa la “ricetta” per risolvere la fase di stallo in cui si trova, da 16 giorni, la nave della Ong ferma al largo di Lampedusa

“Arrestare la comandante e convocare gli ambasciatori di Paesi bassi e Germania”. E’ questa la “ricetta” per risolvere il caso della Sea Watch, la nave con bandiera olandese della ong tedesca ferma, ancora oggi, davanti a Lampedusa con a bordo, a 16 giorni dal soccorso, 40 migranti (nella notte sono stati fatti sbarcare una persona con problemi di salute trasferita in ospedale e il fratellino minorenne) secondo l’ammiraglio di divisione, Nicola De Felice che, fino a metà dicembre dell’anno scorso, guidava il comando di MariSicilia di Augusta.

E che da quando è andato in pensione, più volte rispetto a prima, ha espresso pubblicamente le sue opinioni sull’immigrazione affidate ieri a Facebook: “le convenzioni internazionali sul diritto del mare delle Nazioni unite, il Codice italiano della navigazione e le direttive nazionali sulla sicurezza richiedono delle azioni politiche e giuridiche inoppugnabili: -dice- le infrazioni commesse dal comandante della nave Sea Watch sono tali da richiederne l’immediato arresto se non addirittura l’estradizione in Libia qualora richiesto visto che le prime infrazioni sono state commesse in acque di competenza libica”.

Secondo De Felice il passaggio “illegale” dei migranti è stato commesso in territorio olandese quale è, appunto, la nave e in ottemperanza all’articolo 13 del Trattato di Dublino dell’Ue è l’Olanda che deve farsi carico dei migranti saliti a bordo, mentre “la Germania è la nazione della Ong responsabile del misfatto. Ai sensi delle più elementari regole diplomatiche internazionali, – prosegue- gli ambasciatori di tali stati devono essere immediatamente convocati per giustificare l’inerzia dei rispettivi Governi in tali misfatti”.

Dunque “la nave va sequestrata, vanno applicate le sanzioni amministrative previste ivi comprese le spese sostenute dallo Stato per la gestione del caso, come previsto dall’articolo 84 del codice di navigazione. Tutto ciò va fatto in tempo reale onde evitare che il misfatto sia emulato da altri incoscienti. Ne va della dignità di uno Stato sovrano come il nostro”.


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