Augusta, Zes anche all’interno delle saline. Le critiche di Diem25 e Legambiente

Da una sommaria ricognizione delle aree individuate emergerebbe la sottrazione di oltre 500 ettari su un totale di 700 ettari tra aree soggette a vincoli ambientali ed aree già caratterizzate per le bonifiche in area Sin

Parte delle saline Migneco-Lavaggi, già area Zsc (zona speciale di conservazione) e quindi sottoposta a vincoli ambientali, l’idroscalo e il terreno agricolo retrostante, ma anche l’ex Enel Tifeo, che “insistendo a fianco al parco di Megara Iblea andrebbe piuttosto integrata col parco in un percorso integrato di archeologia industriale”, o il deposito costiero per oli “Maxcom” della Borgata “sito industriale che viceversa sarebbe incompatibile con la vasta area residenziale circostante”. Sono alcune delle aree inserite nella perimetrazione regionale delle Zes, le zone economiche speciali che, una volta diventate definitive, faranno scattare delle fiscalità di vantaggio per chi investirà al loro interno, che vengono però criticate sia dal consigliere comunale Giuseppe Schermi che da Enzo Parisi di Legambiente.

Da esponente comunale di Diem 25 Schemri afferma che nonostante attenda “dal 7 agosto da consigliere comunale ancora copia della corrispondenza intrattenuta tra Comune e Regione in merito alle aree Zes della provincia di Siracusa, da una sommaria ricognizione delle aree individuate –dice- emergerebbe la sottrazione di oltre 500 ettari su un totale di 700 ettari tra aree soggette a vincoli ambientali ed aree già caratterizzate per le bonifiche in area Sin”. Alcune di queste, come appunto parte delle saline, l’Enel Tifeo e deposito Maxcom sarebbero “apparentemente in palese contrasto con le stesse linee guida regionali”- aggiunge Schermi per il quale è “incomprensibile mettere ancora una volta lo sviluppo industriale antagonista dello sviluppo culturale e ambientale del territorio”.

Così come incomprensibile appare la scelta del sindaco Cettina Di Pietro di andare, insieme al parlamentare siracusano Filippo Scerra, “il 5 agosto a difendere la scelta di queste aree, senza alcuna preliminare condivisione delle scelte con i rappresentanti dei cittadini e le associazioni presenti sul territorio. Chiedo un profondo ripensamento delle Zes in area Sin, che – aggiunge il consigliere di opposizione  ed ex assessore al Porto- ricordo inizialmente erano state escluse per i rischi ambientali di nuovo insediamenti industriali. Occorre piuttosto vincolare i benefici delle Zes ai nuovi investimenti per le bonifiche, affinché i tanti stabilimenti industriali abbandonati vengano bonificati e riconvertiti alle energie rinnovabili ed il polo industriale di Siracusa sia riconvertito in centro di ricerca ed alta specializzazione in innovazioni tecnologiche per le bonifiche. Dai terreni alle falde acquifere e della rada di Augusta: lavoro salubre e qualificato che porterebbe sviluppo sostenibile al territorio ed occasioni di lavoro futuro all’estero”.

La ripartizione, così come approvata dalla Regione la settimana scorsa, adesso sarà al vaglio del ministero competente “che non potrà non accorgendosi dell’errore delle saline e chiederà gli opportuni emendamenti allungando ulteriormente i tempi”- afferma Parisi secondo cui la scelta delle aree contrasta ancora con le linee guida delle Zes che prevedono, “per esempio che non si debbano scegliere aree a rischio idrogeologico come invece appare la zona attorno al porto commerciale che è a rischio inondazione. L’averla inserita mi è sembrata una forzatura. E’ evidente che questa suddivisione – aggiunge l’ambientalista- è stata fatta con l’ accetta, sembra quasi che chi l’ha realizzata non conosca il territorio di Augusta”.

 


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