Augusta, Vinciullo dice “no” al centro di primo soccorso al Porto Commerciale: “intervenga la Regione”

A detta dell'ex deputato con l'installazione del centro attrezzato si darebbe il colpo di grazia al porto commerciale, con inevitabili ricadute anche per quanto riguarda l'aspetto occupazionale

L’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo si dichiara contrario alla realizzazione del Centro attrezzato per primo soccorso all’interno del Porto Commerciale di Augusta, chiedendo un intervento della Regione che blocchi il progetto. “Nel silenzio più assordante di tutte le forze politiche, sociali e sindacali, primo fra tutti quello dell’Amministrazione Comunale di Augusta – dice Vinciullo – il Ministero dell’Interno ha deciso di realizzare, all’interno del Porto Commerciale di Augusta, nei prossimi mesi, un centro attrezzato per primo soccorso – identificazione e accoglienza dei migranti che sbarcheranno nel porto di Augusta.”

Un’operazione bloccata in passato dall’intervento della Procura della Repubblica di Siracusa. Adesso però il bando, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella Europea, oltre che sul sito di Invitalia, fa andare su tutte le furie Vinciullo che parla di “arroganza politica e di gestione del territorio“.

L’importo a base d’asta è di oltre 3 milioni di euro e il bando scade fra qualche giorno, cioè il 26 gennaio e prevede anche la manutenzione della struttura per i prossimi due anni. L’accordo, a suo tempo firmato al Ministero dell’Interno dovrebbe prevedere che il centro sia operativo per due anni, prorogabili ad altri due, “ed è evidente – ancora l’ex deputato regionale – che la struttura verrà realizzata all’interno del Porto Commerciale di Augusta, uccidendolo definitivamente”.

Proprio per evitare questa ipotesi Vinciullo chiede l’intervento immediato del presidente della Regione Nello Musumeci affinchè faccia valere le proprie prerogative istituzionali “e di dimostrare al Governo Nazionale che in Sicilia c’è un Governo autonomistico, che non intende soggiacere alle imposizioni e alle violenze istituzionali del Governo Nazionale e che non permette la mortificazione del nostro Statuto che garantisce potestà esclusiva sui porti alla Regione Siciliana. Ad essere contrari alla realizzazione del centro di soccorso, identificazione e accoglienza migranti al porto – conclude – ci spingono la difesa delle funzioni del porto commerciale, la diminuzione costante del numero di migranti che arrivano nei porti italiani e, terzo ma non ultimo, tutta una serie di scandali che, a livello regionale e nazionale, sono venuti fuori laddove ci sono stati centri di accoglienza o comunque strutture che hanno come obiettivo unico quello della gestione dei migranti.”


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