Augusta, vicenda “Ghost ship” e truffa del gasolio alla base militare: prosciolto Ippedico, che chiederà i danni

L’ex assessore all’Ambiente era stato indagato in quanto titolare di un laboratorio chimico che in passato aveva effettuato esami per conto della Marina

Non ha mai ricevuto campioni di gasolio etichettati come provenienti dalla nave Victory I, né ha mai formato o emesso alcun rapporto di prova relativo agli scarichi di carburante riferiti alla nave. E ancora. “I rapporti di prova rinvenuti non sono riferibili ad Ippedico sotto il profilo tanto della formazione, quanto della sottoscrizione come emerge dall’accertamento grafologico svolto. Il perito ha concluso, che le firme apposte sulle analisi chimiche riportate nei rapporti di prova sono apocrife, quindi non riconducibili alla mano di Francesco Ippedico e le impressioni timbro presenti sulle stesse analisi sono frutto di contraffazione”.

Sono queste le motivazioni con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Flavia Costantini ha archiviato la posizione del chimico augustano, titolare di un laboratorio prima a Villasmundo, poi ad Augusta, ed ex assessore nell’era Gulino rimasto coinvolto, a dicembre di 5 anni fa, nella clamorosa operazione della Guardia di Finanza di Roma denominata “Ghost ship” che svelò una mega truffa ai danni della Marina militare commessa, secondo l’accusa, da persone coinvolte nell’inchiesta “Mafia capitale”.

In accordo con ufficiali e sotto ufficiali della Marina avrebbero simulato l’acquisto di oltre 11 milioni di litri di gasolio navale, per un valore di 7 milioni di euro, in realtà mai effettuato, dalla nave “Victory I” definita fantasma perchè era naufragata l’anno prima dell’Oceano Atlantico, mentre dalle operazioni di trasporto risultava ancorata al pontile Nato della Marina militare di Augusta.

La vicenda giudiziaria è ancora in corso con il processo di primo grado che si dovrebbe concludere entro l’anno, Ippedico che aveva svolto in passato analisi chimiche per conto della Marina è stato prosciolto insieme ad altre 4 persone, mentre hanno patteggiato la pena a tre anni e quattro mesi di reclusione Mario Leto di Priolo e Sebastiano Di Stefano di Pachino.

Oggi Ippedico ha convocato una conferenza stampa con l’obiettivo di far conoscere la sua estraneità ai fatti, ma ha anche annunciato che chiederà all’amministrazione della Difesa i danni finanziari, morali e psicologici, citerà gli imputati in sede civile e dovrebbe ricevere una provvisionale a conclusione del processo. “Ancora oggi qualcuno si ricorda di questa storia da cui ho avuto solo problemi, anche di salute e grandi danni. Ricordo ancora quando alle sei del mattino la Finanza è entrata nella mia casa per notificarmi gli atti e perquisirla”- ha detto.


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