Augusta, trasferimenti e incarichi: i sindacati chiedono confronto con l’amministrazione

A sollecitarlo sono i segretari generali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil

Chiediamo un confronto costruttivo e l’avvio di un dialogo reale e concreto con l’amministrazione comunale di Augusta, in merito ai trasferimenti ed incarichi posti in essere dall’amministrazione a seguito degli imminenti pensionamenti che hanno creato disagi per i lavoratori e disservizi alla stessa cittadinanza”. A sollecitarlo sono i segretari generali della Funzione pubblica di Cgil, Francesco Nardi, Funzione pubblica Cisl di Siracusa e Ragusa, Daniele Passanisi, e per la Funzione pubblica della Uil, Alda Altamore, dopo la delibera di Giunta emanata nel mese di aprile relativa alla struttura organizzativa dell’ente.

Abbiamo dato la nostra disponibilità – hanno specificato i segretari generali della Fp di Cgil, Cisl e Uil – ad offrire un valido contributo al fine di superare questo impasse attraverso una oculata rimodulazione del personale esistente, affiancata ad una adeguata formazione, ma a queste richieste avanzate lo scorso fine maggio ed il 12 luglio, l’amministrazione comunale megarese non ha dato seguito ad alcuna risposta”.

Sostituire senza una visione chiara chi va in pensione con personale non formato proveniente da altri servizi, – spiegano i sindacalisti – non giova sicuramente alla comunità megarese e, nonostante tutto, va sottolineato che i dipendenti continuano a garantire servizi alla cittadinanza accollandosi pesanti responsabilità che non gli appartengono, nonostante l’amministrazione non paghi loro gli arretrati delle risorse decentrate e magari rischiando di essere additati come coloro che hanno provocato le inefficienze amministrative dell’Ente”.

Nardi, Passanisi e Altamore puntano il dito contro l’assenza di confronto con l’amministrazione comunale di Augusta. “Non possiamo assistere – hanno spiegato – ad un atteggiamento di ostentata superiorità e tono di indifferenza da parte dell’amministrazione che continua a snobbare le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali che curano i legittimi interessi dei lavoratori, come quelli degli ottantaquattro precari che dal mese di marzo attendono di avere notizie sullo stato dell’arte relativo alla loro stabilizzazione”.


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