Augusta, sorrisi ed allegria contagiosi per bambini, malati e migranti con l’associazione di volontariato “Il sorriso che vorrei”

La compongono  una trentina di ragazzi che  girano tra ospedali, case di cura per anziani e centri di prima accoglienza per migranti minori e per giovani

Con un naso rosso, un camice bianco e tanti sorrisi portano allegria e gioia laddove è più difficile averla, donando un sorriso soprattutto a chi sta male ed è ricoverato in un ospedale o in una struttura di cura per anziani, ma anche ai disabili e ai minori nei centri di prima accoglienza per i migranti.

Sono i circa trenta volontari dell’associazione “Il sorriso che vorrei” di Augusta,  che hanno effettuato degli appositi corsi di formazione per la clownterapia  avvalendosi anche della collaborazione di un team di psicologhe con diverse specializzazioni e di un medico. Ogni domenica girano tra i reparti  dell’ ospedale “Muscatello” allietando la giornata dei malati ricoverati, nei mesi scorsi hanno potuto fare clown-care-therapy anche nel reparto di Pediatria dell’Umberto I di Siracusa dove sono tornati qualche settimana fa e hanno messo su, nella sala conferenza del presidio sanitario, un piccolo “teatro”  di cabaret grazie alla collaborazione della compagnia teatrale “Attori per caso” diretta da Antonella Liggieri che, per la prima volta, si è esibita una struttura sanitaria e del personale sanitario che ha accompagnato i pazienti dai reparti.

Non ci aspettavamo quello che poi è avvenuto – racconta Mauro Cacace, presidente dell’associazione- vedevamo entrare i pazienti nella sala con i volti di ricolmi di “pensieri”, ignari di quello a cui avrebbero assistito. La compagnia è stata formidabile. Ha iniziato dapprima sciogliendo un po’ il ghiaccio con una serie di sketch, a rubare qualche accenno di sorriso, per poi riuscire a coinvolgerli completamente in una contagiosa allegria esibendosi in delle scene di cabaret. Li abbiamo visti piangere dalle risate. Vederli ridere di cuore è stata per noi tutti l’emozione e il ringraziamento più grande”.

L’associazione ha iniziato il suo servizio alla clinica Santa Lucia di Augusta, dove  i volontari  hanno potuto sperimentare realmente cosa volesse davvero significare il termine “care” (prendersi cura), da cui clown-care-therapist. “Ma è successivamente che – si legge in una nota- i volontari hanno potuto provare, in tutte le sue sfaccettature, cosa volesse dire essere un clown terapista. È qualcosa che diventa uno stile di vita. Questo grazie a due momenti molto importanti ed intensi, vissuti nello stesso periodo, al Consorzio siciliano di riabilitazione di Augusta e negli ospedali tarantini”.

Nella prima struttura i ragazzi hanno potuto sperimentare cosa significasse donare gioia a persone con diverse disabilità motorie, psichiche, cognitive e comunicative, inoltre al centro “Utopia” della parrocchia di Santa Lucia  hanno trascorso una giornata organizzata dalla Caritas e dalla diocesi comunale, insieme ad alcuni detenuti e le loro famiglie, all’insegna della solidarietà e della condivisione.

Lì hanno potuto rendersi utili stando accanto ai detenuti, con la gioia di poterli conoscere ascoltando le loro parole, parole di storie personali che rimangono impresse, ed organizzando momenti di allegria e divertimento con le loro famiglie, dai più grandi ai più piccoli”- continua la nota.

Altre esperienze formative sono state quelle messe in campo con due strutture per giovani diverse, ma oggi entrambe chiuse. La prima è il  centro di aggregazione per giovani “Zucca”  dove i volontari hanno intrattenuto bambini, alcuni affetti da disabilità mentali e fisiche, con giochi, palloncini e tante risate, creando così un’atmosfera di gioia e di arricchimento reciproco, la seconda è il centro per migranti minori non accompagnati “Albachiara”.

Qui hanno  avviato il progetto formativo “Costruiamo insieme” che ha avuto l’obiettivo, tramite delle attività interattive, di affrontare diverse tematiche legate all’integrazione dei migranti  con il tessuto sociale territoriale e nazionale, mirato all’apprendimento di concetti e regole legate all’educazione civile, alle differenti culture e modi di vivere tipici dei paesi di provenienza e del paese ospitante.

In futuro in programma ci sono nuovi progetti sul territorio, a settembre partirà il nuovo corso di formazione, l’associazione è aperta a chi voglia farne parte e condivide lo spirito e il servizio che i ragazzi portano avanti.

 

 

 

 


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