Augusta, Sic Brucoli- Agnone non rispettato. L’allarme di Italia nostra

L’associazione dichiara di ricevere quotidianamente dagli abitanti della frazione segnalazioni di “trasgressioni, violazioni ed inosservanza della normativa fino anche ad ipotesi di reati ambientale”

Il Sic (sito di interesse comunitario) Brucoli- Agnone, che presenta fondali ad elevato pregio naturalistico, che dal costone di Agnone Bagni arrivano fino alla frazione marinara Brucoli, non verrebbe rispettato e verrebbe continuamente “aggredito da attività predatorie e distruttive che ne mettono a rischio la stessa esistenza”.

Lo segnala Italia Nostra, l’associazione guidata da Jessica Di Venuta che dichiara di ricevere quotidianamente dagli abitanti della frazione marinara più a nord di Augusta, “stanchi dell’inerzia delle istituzioni locali” segnalazioni di “trasgressioni, violazioni ed inosservanza della normativa fino anche ad ipotesi di reati ambientale. Eppure – si legge in una nota- esiste un regolamento che contiene prescrizioni dirette a garantire il mantenimento e il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di fauna e flora selvatica di interesse comunitario presenti nel territorio del Sic. Non è possibile, inoltre, assistere alla distruzione dell’ambiente dunale ove nidificano specie protette e cresce il profumatissimo Narciso marino meglio noto come Giglio marino in un ambiente delicatissimo in cui scorrazzano impunemente fuoristrada, quad e altri ciclomotori”.

La sezione megarese dell’associazione preannuncia l’invio alla magistratura di un dossier che sta realizzando con le testimonianze dei residenti e villeggianti e ricorda che nei Sic sono vietati le attività, gli interventi e le opere che possono compromettere la salvaguardia degli habitat naturali e degli habitat: “chiederemo alla Regione che effettua il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario- un tavolo  tecnico sulla biodiversità al fine di ottenere una ordinanza regionale che disciplini le attività esercitabili sul demanio marittimo”.


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