Augusta, Sea watch, anche don Prisutto accanto ai migranti. Legambiente: “Il Governo impari dalla lezione di Siracusa”

Il sacerdote augustano stamattina ha presto parte alla manifestazione di contrada Stentinello

“Sentivo come un dovere di coscienza  essere oggi qui, perché non si possono abbandonare queste persone in mezzo al mare e  vivere tranquilli. E  neanche si possono considerare come quelli che vengono colto a turbare la nostra tranquillità   quando la tranquillità a loro l’ abbiamo turbata noi nei secoli scorsi”. Questo il commento di don Palmiro Prisutto, l’arciprete della chiesa Madre di Augusta, che stamattina  ha preso parte, in contrada Stentinello, alla manifestazione promossa  da diverse associazioni e sindacati che ha visto radunarsi circa 300 persone, che chiedono che vengano fatti sbarcare i 47 migranti da sette giorni a bordo  della nave Sea Watch 3. Dalla scogliera, dove spirava un vento freddo, stamattina era possibile intravedere la sagoma della nave  all’orizzonte, verso cui  si sono rivolti i ragazzi del coro dell’Inda di Siracusa che, a cappella, hanno intonato alcuni canti per dimostrare la loro solidarietà ai migranti, mentre nella area più volte è risuonato l’appello “fateli scendere”, che è anche diventato un’hastag sui social.

Una manifestazione pacifica e colorata con bambini al seguito dei genitori a cui ha  anche preso parte il Collettivo Antigone, il Comitato 18 aprile, alcuni consiglieri  comunali di Augusta e  i circoli di Legambiente Augusta, Caltagirone, Piazza Armerina e Scicli che in un una nota hanno ricordato di essere già stati al porto di Pozzallo al fianco della Proactiva dopo il sequestro della Open Arms a marzo, “abbiamo partecipato alla mobilitazione in agosto sulla Diciotti nel porto di Catania e non potevamo non esserci alla manifestazione di questa mattina di Siracusa sulla Sea Watch3 – ha detto  Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente presente oggi insieme ai circoli -. La grande novità di oggi è che un Comune importante, governato da un’amministrazione sostenuta da una coalizione trasversale, con anche rappresentanti istituzionali di centrodestra come l’assessore Fabio Granata, espliciti l’intenzione di aprire il proprio porto per accogliere dei disperati che fuggono dai loro paesi spesso per responsabilità di quelli occidentali che li rendono invivibili a causa dei cambiamenti climatici, delle tensioni o delle guerre causate dall’accaparramento delle risorse energetiche o delle materie prime dei sottosuoli”.

Secondo il responsabile nazionale di Legambiente il governo nazionale e il ministro dell’Interno non possono solo che  “imparare dalla lezione impartita dall’amministrazione di Siracusa questa mattina. Il dramma dell’immigrazione – conclude Ciafani- non si può risolvere chiudendo i porti e alzando muri e barricate, ma preparandoci a un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. È ora di dire basta a questa deriva disumana che ha assunto la politica, restiamo umani”.

Legambiente, inoltre invita, tutti a firmare “Welcoming Europe: per un’Europa che accoglie” (www.welcomingeurope.it), un’iniziativa dei cittadini europei  di cui l’associazione ambientalista è promotrice insieme a tante altre associazioni e che ha come obiettivo il cambiamento delle politiche europee sui migranti.


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