Augusta ricorda il suo concittadino Simone Cuccia a cui sarà intitolata una strada

A promuovere un convegno dedicato all’illustre augustano sono state la Società augustana di storia patria e l’ associazione filantropica liberale “Umberto I”

Una strada sarà intitolata a Simone Cuccia, docente universitario, avvocato e  parlamentare del Regno nato ad Augusta nel 1841. E’ quanto emerso durante il convegno dedicato all’illustre concittadino, promosso dalla Società augustana di storia patria insieme all’associazione filantropica liberale “Umberto I”, che si è svolto nei giorni scorsi nel salone dell’associazione del centro storico, dove da quale giorno campeggia anche il ritratto di Cuccia, il primo ad aver inaugurato la nuova galleria di ritratti di personaggi augustani, che si sono distinti nelle varie arti e che verranno affissi di volta in volta. Il sindaco Cettina Di Pietro, alle fine del convegno, ha accolto la proposta di intitolare una strada a Cuccia nell’ambito di un più ampio studio della toponomastica cittadina che dovrebbe includere altri personaggi nativi di Augusta o che in Augusta hanno operato contribuendo allo sviluppo civico e sociale.

A raccontare chi era l’illustre augustano dopo i saluti di Mimmo Di Franco, presidente dell’ associazione filantropica e l’introduzione di Giuseppe Carrabino, che guida la Società augustana, è stato Gabriele Massimiliano Ragusa, dottorando di ricerca in Storia e teoria del diritto all’università di Macerata e socio fondatore della Società augustana che, attraverso ricerche negli Archivi di stato di Palermo e Siracusa su temi relativi alla storia della giustizia nella Sicilia dell’Ottocento, e con l’ausilio di foto e documenti d’epoca ha fatto conoscere un illustre augustano di cui quasi nessuno sapeva nulla.

Nato ad Augusta nel 1841, Simone Cuccia morì a Palermo nel 1894. Apparteneva ad una famiglia di origine albanese, in quanto il padre, l’ufficiale dell’Esercito borbonico Luca Cuccia – comandante della piazzaforte di Augusta – faceva parte della colonia albanese di Mezzojuso. Nel 1862 si laureò in giurisprudenza col massimo dei voti e, subito dopo, ottenne la cattedra di Scienze giuridiche e di Storia del diritto all’università di Palermo.

Dal convengo è emerso che “è considerato uno dei creatori della sociologia criminale, si è occupato della catalogazione delle varie forme di delinquenza e in particolare di quella femminile e dei vari tipi di malattie mentali dei soggetti coinvolti. Nel 1882 è stato eletto deputato nel primo collegio di Palermo e fu confermato ininterrottamente sino alla morte. Nel 1888 fu relatore del bilancio del Ministero di Grazia e Giustizia. Il suo nome è legato al progetto per la stesura del nuovo Codice penale italiano”. Fu nonno di Enrico Cuccia, banchiere italiano tra i più importanti della seconda metà del Novecento

 


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