Augusta, restano liberi, almeno per ora, il terreno privato e la “rinedda” di Brucoli

Lo rende noto  il comitato cittadino e l’Abc Brucoli spiegando che “l’amministrazione ha proceduto all’annullamento degli effetti della comunicazione inizio lavori asseverata, richiesta dalla società Yachiting club servizi turistici siciliana sas”

Resta senza recinzione, almeno per il momento, l’area antistante la spiaggetta di Brucoli, che il proprietario del terreno aveva cominciato a chiudere un paio di mesi fa, per costruire al di sotto un pontile galleggiante. Lo rendono noto i comitati cittadini e l’Abc Brucoli che, in una nota, spiegando che “alla luce delle normative vigenti l’amministrazione comunale ha proceduto all’annullamento degli effetti della comunicazione inizio lavori asseverata, richiesta dalla società Yachiting club servizi turistici siciliana sas”. Era dai tempi dei nostri nonni che non si vedeva una compattezza d’intenti degli abitanti di Brucoli, finalizzati alla salvaguardia e protezione di un bene comune ed in particolare di quello spazio di territorio che delimita il centro storico di Brucoli dal porto Canale”– prosegue la nota

Da quando, infatti, un paio di mesi fa gli operai hanno cominciato a posizionare dei grossi massi bianchi sopra la spiaggetta, che sono rimasti ancora là e a fare i primi lavori per recintare l’area si è mosso il Comitato cittadino spontaneo, Legambiente con Enzo Parisi, Italia nostra con Jessica Di Venuta, l’associazione Beni comuni di Brucoli con Franco Ruggero per tutelare questi luoghi storici per la loro bellezza, per il valore ambientale , archeologico e naturalistico.

L’area, ricordano il comitato e l’Abc, è stata infatti utilizzata per anni come passaggio dalla vecchia marineria di Brucoli per raggiungere le imbarcazioni ormeggiate dentro il vicino porto canale, che erano l’unica fonte di reddito per il sostentamento delle numerose famiglie composte quasi sempre anche da un numero elevato di prole. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, inoltre, serviva per raggiungere le grotte che erano l’ unico rifugio aereo esistente nel borgo marinaro. Qui, inoltre si pitturavano le vele in quella che veniva chiamata “a balata russa “perché dopo la pitturazione la roccia prendeva lo stesso colore della pittura usata per colorarle.

Più recentemente negli anni ‘60 e ‘70 l’area è stata un luogo di svago per i bambini di Brucoli che trascorrevano interi pomeriggi dentro il canale usando “i faddacchi”, lunghe passerelle di legno che servivano ai marinai-operai come mezzi di collegamento per traportare la sabbia o la ghiaia caricata dentro “i cufini” portati sulla spalla, ma il divertimento stava anche nel costruire “i casuzzi” piccole costruzioni a secco con le quali noi dodicenni ci improvvisavamo costruttori o dove giocavamo “ a chiappedda”.

Questa area rappresenta un pezzo di storia dei brucolani e, pertanto, non può e non deve essere cancellata, ma – continuano il comitato e l’Abc- valorizzata e lasciata testimonianza ai posteri. Se potesse parlare racconterebbe tanti altri fatti di cui le nostre generazioni non possono testimoniare, ma che le stampe e la documentazione storica raccontano che durante la dominazione spagnola “a rinedda”, che sicuramente è stata scavata in quel periodo, serviva come scivolo per scaricare il grano trasportato attraverso il Porcaria ,allora navigabile anche all’interno, che era stato mietuto nell’entro terra del carlentinese. Noi bruculani speriamo che chi ha comprato questo terreno abbia l’accortezza e il buon senso di non contrastare l’uso di questo bene alla collettività, che non è nemica a nessuna iniziativa privata che porti lavoro e occupazione, noi brucolani possiamo essere disponibile a collaborare per il rilancio economico di Brucoli attraverso iniziative che non rechino pregiudizio ai beni comuni dei Brucolani che sono unici ed irripetibili”.

 


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