Augusta, pubblicato il Piano di emergenza esterna per la sosta e transito di navi nucleari

Lo rendono noto Catalano del Comitato No Muos-No Sigonella e Iannuzzelli dell’associazione Peacelink che più volte avevano sottolineato la necessità di adottare il piano

È stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito della Prefettura di Siracusa il piano di emergenza esterna per la sosta e il transito di navi nucleari nel porto di Augusta. Lo rendono noto Gianmarco Catalano del Comitato No Muos – No Sigonella e Francesco Iannuzzelli dell’associazione Peacelink che più volte avevano sottolineato  la necessità di adottare il piano.

“A prescindere dalla sua efficacia e adeguatezza, tutte da verificare e ancora oggetto di studio da parte nostra – scrivono in una nota – la pubblicazione di questo strumento di protezione civile rappresenta un importante risultato ottenuto grazie ad attivisti, giornalisti, avvocati, scienziati e semplici cittadini che, da più parti d’Italia, con il loro impegno e le loro competenze hanno acceso i riflettori su una problematica da troppo tempo taciuta alla cittadinanza. Il nostro obbiettivo nel lungo termine rimane sempre la denuclearizzazione dei porti euro-mediterranei, a partire da quelle aree di crisi ambientale e densamente popolate, come Augusta e Taranto, dove il tasso d’inquinamento e la soglia di rischio industriale rimangono elevatissimi e suscitano un fondato allarme sociale.

Secondo i due attivisti tuttavia il raggiungimento di questo obiettivo è ancora lontano, considerato che neanche il nuovo Governo, a livello nazionale ha in agenda politica di affrontare la tematica del “rischio nautico-nucleare e radiologico, associato al transito e alla sosta portuale di navi militari a propulsione atomica, che solo in Italia coinvolge le popolazioni di oltre 10 aree costiere e ben 8 regioni – dalla Sicilia al Friuli passando per Puglia, Campania, Toscana, Liguria, Veneto e Sardegna – dove rimangono in larga parte disattesi gli obblighi di informazione pubblica e prevenzione che la legge, a livello europeo, pone a carico delle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.


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