Augusta, processo “mafia e politica”: chieste le condanne per Carrubba, Giunta e Trovato

Ursino ha chiesto 5 anni ciascuno per Carrubba e Giunta, due anni per Trovato, ultima udienza il 18 giugno quando dovrebbe arrivare la sentenza

Si avvia a conclusione il processo per mafia e politica che da circa 6 anni si celebra al tribunale di Siracusa e che vede imputati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio l’ex sindaco Massimo Carrubba, l’ex assessore Antonio Giunta, l’ex consigliere Carmelo Trovato ed altri che, appartenenti al clan Nardo – secondo l’accusa – sarebbero coinvolti nell’elezione a sindaco dell’ex primo cittadino e nelle Regionali del 2008.

La vicenda ha portato anche allo scioglimento del Consiglio comunale di Augusta del marzo 2013 per presunte infiltrazioni mafiose. Ieri, di fronte al collegio penale presieduto da Giuseppina Storaci (a latere Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri), la prima parte dell’udienza è stata dedicata alla requisitoria del Pm della Dda di Catania Andrea Ursino, che ha depositato centinaia di pagine al tribunale e ha formulato la sue richieste di condanna per tutti gli imputati: 5 anni per Carrubba e altrettanti per Giunta, 2 anni e mille euro per Trovato, mentre per quanti sono stati condannati nel processo “Morsa” ha chiesto un un anno ciascuno in aggiunta per Marcello Ferro e per Sergio Ortisi, un anno e due mesi per il fratello di quest’ultimo Tony, un anno e 4 mesi per Maurizio Carcione, mentre per il collaboratore di giustizia Fabrizio Blandino l’aumento di due mesi sulla recente condanna.

Il pm inoltre ha chiesto 4 anni per Salvatore Alescio, 3 anni e sei mesi per Tullio Tedesco, l’aumento di un anno sulla precede condanna per “Terra bruciata” per Emanuele Gambuzza, questi ultimi sono imputati non collegati alle vicende del Comune megarese, ma alle Regionali del 2008

Riconosciute le attenuanti generiche per il buon comportamento processuale tenuto dagli imputati, Ursino si è complimentato con l’imputato che ha sempre presenziato con la massima attenzione e rispetto, unico “scivolone” per il pm il fatto di aver “additato il tenente Amara e i marescialli Buscemi e Padova come i responsabili di una serie di errori e sviste che hanno portato all’ingiusto scioglimento del consiglio comunale di Augusta. Voglio chiarire che – ha detto – l’indagine è stata effettuata dal comando provinciale nel suo complesso e dunque non c’è nessuna personalizzazione”.

Per Ursino a dimostrare il “contributo determinante” di voti del clan Nardo per l’elezione di Carrubba sarebbe lo scarto di voti, appena 297, con cui l’ex primo cittadino vinse al ballottaggio nel 2008 sul candidato avversario Marco Stella, il pm ha poi ricordato che la “difesa vuole provare e ci riesce che tutti gli adempimenti furono regolari”, ma non abbiamo “contestato procedure di ufficio, ma il fatto che siano state scelte ditte tra quelle riconducibili ai mafiosi” e, in generale, “una condotta costituita da ripetuti e confidenziali contatti personali e telefonica prima delle elezioni che assicurava ai mafiosi un filo diretto extraistituzionale tale da rafforzare il lori prestigio e la loro capacità operativa nel settore dei lavori pubblici. Questo è il concorso esterno che – ha aggiunto Ursino – in ogni città d’Italia ogni amministratore sarà libero di fare liberamente, ecco perchè è giusto addivenire ad una condanna, non perchè abbiano violato specifiche disposizioni, che non troverete agli atti”.

L’avvocato di parte civile del Comune megarese Sebastiano Grimaldi ha condiviso le posizioni del pm e le richieste di condanna, sono seguite  le arringhe difensive dei legali Maria Barbera per Blandino, Franco Passanisi per Tony Ortisi, Ornella Valenti per Sergio Ortisi e  Beniamino D’Augusta per Maurizio Carcione. I legali hanno ribadito la non colpevolezza dei loro assistiti di cui hanno chiesto l’assoluzione, sostenendo come non ci fosse nessun particolare legame con Carrubba. Anzi, come ad esempio nel caso di Tony Ortisi, c’era “un astio da parte di quest’ultimo verso l’ex primo cittadino, che non ha mai appoggiato“, ha detto l‘avvocato Passanisi.

Il 21 maggio l’udienza sarà dedicata alle arringhe dei difensori di Giunta e Trovato, rispettivamente Puccio Forestiere e Salvatore Terrone e il 18 giugno di Ferro con Giambattista Rizza e Gioacchino Aiello e di Massimo Carrubba, con Francesco Favi e Attilio Floresta, dopodiché è prevista la sentenza. In apertura di seduta ieri il pm ha chiesto di separare la posizione dell’ex deputato Nunzio Cappadona, che verrà trattata nell’udienza del 24 ottobre e non ha avanzato richiesta di condanna per Salvatore Minniti, perché deceduto durante la celebrazione del processo.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo