Augusta, piano di lottizzazione di contrada Pozzillo non ancora approvato: botta e risposta tra Meloni e Marturana

Secondo il progettista “non c'è la volontà di approvarlo”, per la presidente del consiglio invece “non c’è nessuna preclusione”  

Un piano di lottizzazione in contrada Pozzillo per l’edificazione, in 18 ettari, di terreno di un albergo per 500 posti letto e 42 case bifamiliari, la cui realizzazione rappresenterebbe un’occasione di sviluppo per Augusta, stenta ad essere approvato o forse non si vuole fare e dimostra come viene portata avanti l’urbanistica della nostra città, in maniera illegittima”. Così Roberto Meloni, presidente della federazione di movimenti #perAugusta, ingegnere e tra i progettisti del piano di lottizzazione che dovrebbe nascere all’ingresso di Brucoli, ha esordito durante una conferenza stampa in cui ha raccontato che il progettorisale al 2006, quando fu presentato per la prima volta, le con  cui opere di urbanizzazione, nel 2010, furono valutate  per un milione e mezzo euro e che dal dicembre 2016 interessa l’attuale amministrazione.

Nel 2006 riusciamo ad ottenere tutti i pareri favorevoli, nel 2012 il piano va in Consiglio comunale ma la commissione Urbanistica – ha spiegato- chiede perchè la Sovrintendenza ha espresso parere favorevole e perchè non c’è il parere Via -Vas e l’ufficio tecnico risponde che non ci vuole. Il piano ritorna indietro e va  a Palermo, che dice che non c’è bisogno del parere e che il piano è perfettamente legittimo. Nel 2013 arrivano i paladini della giustizia e legalità, che si chiamano commissari ministeriali e che con un sovraordinato ci dicono che il piano non può andare avanti. Ci costringono a fare una relazione di Vinca, che costa migliaia di euro e  a Palermo ci dicono che bisogna pagare il ticket di 3200 euro. Viene fatto un decreto, poi ci dicono che non è necessario, ritorniamo all’ ufficio, ma  il parere della Sovrintendenza al dirigente non piace. Rifacciamo il parare,   a Palermo non risponde  più, nessuno si prende briga di portare avanti questo piano e chiediamo un commissario ad acta. Il Comune ci dice che non può surrogare il consiglio comunale perchè ci risponde che i piani di lottizzazione si approvano in giunta, come se fosse cambiata la normativa“.

Così ad ottobre 2018 viene nominato il secondo commissario ad acta, il funzionario Donatello Messina e il piano viene visto da un altro sovraordinato. Da ottobre a gennaio passa alla commissione Urbanistica, “il presidente della commissione consiglia di prendere atto che questo piano deve essere fatto  tutto daccapo, – ha continuato Meloni- il commissario nel frattempo li ha diffidati ma il presidente del consiglio comunale, che si adombra perché sono venuto a  conoscenza di questa sua richiesta,  scrive al commissario  si può soprassedere  fino ai 90 giorni, come se fosse una cosa che può cambiare il commissario. Il piano  o si approva o si boccia, non c’è la possibilità di rinviare il progetto, oltre  ad aver detto che manca la pratica a Palermo, bastava che si leggessero i documenti dell’ufficio tecnico. Nel frattempo la giunta approva 4 piani, uno dei quali ricade su un  terreno di proprietà comunale  perchè fa parte di una concessione edilizia destinata a spazi verdi. E questa è la trasparenza, in altri tempi -ha concluso- un sindaco o un assessore avrebbe chiamato e discusso con i proponenti, che si sono dichiarati sempre disponibili anche a migliorare le cose perché questo è un progetto interessante, vicino al mare, con  spazi per la fruibilità del mare, non intensivo e discreto”.

Il piano è poi arrivato al consiglio comunale del 29 gennaio scorso, ma non è stato neanche discusso dopo che il capogruppo del M5S, Mauro Caruso all’inizio della seduta ha presentato una pregiudiziale approvata  dalla maggioranza. Che  il presidente del Consiglio comunale, Sarah Marturana durante un’altra conferenza stampa che si è svolta ieri mattina ha spiegato con la  necessità “di avere più tempo per studiare bene le carte, perchè – ha spiegato- in commissione Urbanistica  non si è presentato il dirigente del settore, che è  in malattia e si è fatto sostituire da un altro, che però non avendo contezza dell’enorme mole di documentazione non poteva rispondere punto per punto ai quesiti posti e aveva bisogno di tempo”.

Per Marturana “il messaggio che è passato è che il consiglio abbia bocciato o non abbia intenzione di approvare un piano, che ha tutti i pareri positivi e così non è – ha proseguito-.  Al commissario ho chiesto un’eventuale proroga, che è facoltativa visto che    una volta  trascorsi i 45 giorni, può avere fino a 12 mesi per deliberare. Non ho chiesto 90 giorni, ma solo del tempo per analizzare bene il piano nei cui confronti non c’è nessuna preclusione, ma solo la volontà di agire con la massima trasparenza. Il nostro intendimento non è stato sin dall’inizio quello di bocciare il piano perché rientra tra gli interessi di una parte politica a noi avversa”.

La presidente della pubblica assemblea  ricorda, infine, che Meloni oltre ad essere un privato interessato al progetto è anche il presidente di un movimento politico e ritiene che per questo sarebbe stato opportuno non sollevare questa questione anche da un punto di vista politico. “Non so se prenderlo come un attacco politico o – ha concluso- come mirato da chi ha un interesse privato in un atto pubblico, avrei preferito che il privato in questo periodo storico non sollevasse la questione, anche perché  adesso la competenza è del commissario e quindi l’iter è ancora in corso. Per questo ho preferito non interagire con l’ingegnere, per questione di opportunità con un privato che aveva interesse in un atto pubblico e non mi sono adombrata.   Sembra quindi che passi il messaggio che si voglia indurre un soggetto terzo a votare questa proposta, se il commissario verrà mi farò carico di interagire con lui“.

 


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