Augusta, “Paolo Liggeri, un augustano nei lager”: il ricordo nell’auditorium di palazzo San Biagio a lui intitolato

L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione comunale di Storia patria e dalla sezione di Siracusa-Ragusa dell’associazione nazionale dei perseguitati politici antifascisti

“Ricordare le nostre vittime, gli eroi, gli uomini del passato, perchè questo passato non si ripeta più”. Con questo obiettivo si è svolto nei giorni scorsi “Paolo Liggeri, un augustano nei lager nazisti”, una manifestazione in ricordo dell’augustano che è stato ricordato nell’auditorium  di palazzo San Biagio a lui intitolato, promosso dalla commissione comunale di storia patria, guidata da Giorgio Càsole e dalla sezione di Siracusa-Ragusa dell’Anppia, l’associazione nazionale dei perseguitati politici antifascisti, presieduta da Orazio Carpino.

Paolo Liggeri era un sacerdote nato ad Augusta nel 1911, che ebbe l’unica colpa di aver ospitato nella sua “casa” inizialmente gli sfollati dai bombardamenti e poi gli ebrei perseguitati.  Per questo fu arrestato, nel marzo del 1944, dai fascisti di Milano e rinchiuso nel carcere di San Vittore per poi essere deportato nei lager nazisti, dove rimase fino al 1945, così  come ha ricordato il presidente della Commissione comunale, Giorgio Càsole, che ha letto passi  dal diario “Triangolo rosso” sulla prigionia da Liggeri scritto dopo la liberazione dove descrive con dettagli i momenti del suo internamento.

“Una volta liberato “La casa” fu trasformata in un consultorio cattolico, che diventò il primo consultorio familiare italiano inserito nell’ambito del distretto sanitario nazionale, – ha aggiunto non dimenticando che Liggeri dedicò alla sua città natale un libro di ricordi dal titolo “Augusta carissima”.

L’iniziativa era inserita nell’ambito di una serie di incontri denominati “Giornate di studio sull’antifascismo siciliano. Vittime ed eroi della libertà” che si sono svolti a Modica, Caltagirone, Scicli, Pozzallo e Siracusa. “Siamo partiti da Modica  con una conferenza stampa, poi – ha detto Orazio Carpino, segretario Anppia interprovinciale di Ragusa e Siracusa – siamo stati  a Caltagirone  per un omaggio a don Luigi Sturzo, perseguitato politico fuoriuscito a Londra e siamo andati anche alla ricerca della città fantasma di Mussolinia, promessa e mai realizzata. Poi siamo stati a Scicli, in ricordo del partigiano Salvatore Ficili, assassinato dai nazifascisti a Tolentino. A Siracusa abbiamo ricordato al liceo scientifico Gargallo l’archeologo Giuseppe Agnello, perseguitato dal fascismo e unico docente siracusano cacciato dall’insegnamento del liceo per aver rifiutato la tessera del partito fascista . Viviamo oggi in un momento molto brutto, di odio e di razzismo e con queste giornate e manifestazioni anche con i giovani. Vogliamo ricordare le nostre vittime, gli eroi, persone di cui essere orgogliosi,  gli uomini del passato, perchè questo passato non si ripeta più e non ritorni il fascismo strisciante. Io  sono comunque ottimista e penso che supereremo questo momento di sfacelo che c’è in Italia”.

Le giornate si sono concluse a Pozzallo, nel ragusano, dove è stata deposta una corona d’alloro a Sampieri, frazione di Scicli sulla targa del partigiano Salvatore Ficili assassinato dal nazifascismo nel 1943 a Tolentino”. Durante la manifestazione si è esibita, per la prima volta la corale “Note in armonia” diretta dal soprano Francesca Ussia, accompagnata alla tastiera dall’organista Salvo Passanisi e da Marco Zarbano, baritono. 


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