Augusta, odori molesti del 19 settembre: presentato un esposto in Procura, 272 le firme raccolte

Le firme sono state raccolte prima e dopo la messa in chiesa Madre del 28 settembre di don Prisutto e anche il giorno successivo, il comitato ha chiesto anche un incontro all’Arpa Siracusa

Sono 272 le firme in calce all’esposto di denuncia contro i forti miasmi dello scorso 19 settembre dell’area industriale depositato, nei giorni scorsi, alla procura di Siracusa dall’avvocato Giusy Nanè, componente del comitato Stop veleni che l’ha promosso insieme a don Palmiro Prisutto. Le firme sono state raccolte prima e dopo la messa del 28 settembre, celebrata anche questo fine mese in chiesa Madre, come il 28 di ogni mese, per ricordare le vittime del cancro da don Palmiro Prisutto che ha aggiunto alcuni nomi al suo elenco  di circa mille nomi di defunti e ha invitato i presenti in chiesa a firmare, la raccolta è proseguita anche il giorno successivo sempre in parrocchia.

L’esposto parte dalla denuncia del forte cattivo odore percepito soprattutto ad Augusta, ma anche a Siracusa nel tardo pomeriggio del 19 settembre scorso, puzza di “idrocarburi di chiara origine industriale” secondo il comitato, come se quella sera “una pesantissima bolla d’aria irrespirabile stazionasse senza tregua su Augusta per poi prorogarsi anche più a sud, a Siracusa”- ha detto Nanè. Una situazione di allarme che ha fatto scattare il controllo da parte dell’Arpa con il campionamento tramite il canister ad Augusta a seguito delle segnalazioni ufficiali di 177 augustani al Nose, la nuova applicazione per smartphone per segnalare le puzze messa a punto, da poco più di un mese, nel Sin di Priolo in collaborazione col Cnr e con Arpa Sicilia.

Numeri che, tuttavia, sarebbero di molto inferiori alle vere lamentele delle persone, secondo Nanè che afferma di aver ricevuto quella sera molte segnalazioni telefoniche, anche da Siracusa di persone che sentivano puzza di idrocarburi e che avrebbero telefonato anche alla Prefettura e ai Vigili urbani che però “rimandavano i cittadini allarmati a segnalare l’accaduto mediante l’app, un metodo del tutto sperimentale e che nell’immediatezza, non ha funzionato a dovere, probabilmente a causa dell’intasamento telefonico determinato dai molteplici tentativi di segnalazione”.

Da qui la richiesta del comitato di poter approntare, in futuro, un numero verde unico per le emergenze odorigene, ma anche la necessità di dare informazioni trasparenti sulla qualità dell’aria ai cittadini, che ad oggi non conoscono nessun dato ambientale “sulla criticità del 19 settembre scorso come delle altre giornate nelle quali si sono verificati fenomeni simili, nè ricevono alcuna indicazione sulle eventuali cautele da approntare in casi potenzialmente pericolosi per la salute delle persone esposte nè rassicurazione sanitaria per ciò che gli abitanti percepiscono come un allarme ambientale”.

“Con l’esposto chiediamo alla Procura di disporre gli opportuni accertamenti ed indagini per capire cosa sia successo il 19 settembre e trovare eventuali responsabili– conclude Nanè- con il nuovo procuratore capo di Siracusa Sabina Gambino, che ho già incontrato vogliamo ripartire dall’anno zero per quanto riguarda la questione ambientale, di cui i forti miasmi industriali sono solo una parte. Abbiamo, inoltre, già chiesto all’Arpa di Siracusa di poterci incontrare e abbiamo avuto la disponibilità totale del suo direttore. Abbiamo voluto dare risalto ad Augusta perché è qui che, di solito, c’è la maggiore percezione di miasmi industriali che poi vengono avvertiti anche a Siracusa”.

L’esposto potrà ancora essere firmato lunedì pomeriggio, a partire dalle 18, a palazzo San Biagio in occasione dell’assemblea pubblica organizzata dal Comitato stop veleni proprio sul tema della cattiva qualità dell’aria nel quadrilatero industriale Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa e sulle future azioni da intraprendere.


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