Augusta, non solo Esso: le aziende della zona industriale compatte contro il piano regionale di qualità dell’aria

Lukoil, Versalis, Buzzi, Sasol, per citarne alcune, tra le aziende del polo petrolchimico di Siracusa e di altre province che hanno deciso di impugnare il nuovo piano regionale della qualità dell'aria

Non solo Esso, ma anche Lukoil, Versalis, Buzzi, Sasol, per citarne alcune, tra le aziende del polo petrolchimico di Siracusa e di altre province che hanno deciso di impugnare il nuovo piano regionale della qualità dell’aria. Tutte le maggiori società siracusane della zona industriale, al termine di una riunione in Confindustria hanno dato mandato ai propri legali di avanzare ricorso al Tar per impugnare il piano.

La precisazione arriva proprio da una nota dell’associazione degli industriali in cui si legge che “per non ingenerare nei lettori errate valutazioni, i ricorsi sono stati presentati singolarmente da tutte le aziende del polo industriale della provincia di Siracusa e anche da parte di aziende di altre province. I motivi dei singoli ricorsi sono ascrivibili al mancato rispetto delle fasi di concertazione prima dell’approvazione del Piano, a dati non aggiornati riportati nel Piano circa le fonti di emissione in atmosfera (fermi al 2012) e sulla qualità dell’aria (fermi al 2015) e a strumentazioni di monitoraggio obsolete e superate da tecnologie più affidabili ed avanzate“.

Esso quindi non è la sola a ritenere inadeguato quanto redatto da Arpa Sicilia e adottato dalla Regione in termini di qualità dell’aria, e adesso starà ai giudici amministrativi di Palermo stabilire l’ammissibilità del ricorso, entrare nel merito dei rilievi mossi dai colossi del polo petrolchimico e se le aziende dovessero avere ragione, annullare il piano regionale di qualità dell’aria.

“Nel merito del Piano regionale della qualità dell’aria – sottolinea Bivona – abbiamo rilevato, insieme alle aziende del Polo industriale di Priolo-Augusta, che i dati riportati nel Piano circa le fonti di emissione in atmosfera non sono aggiornati, ma fermi al 2012 e quelli sulla qualità dell’aria sono fermi al 2015, come affermato nel piano. Inoltre il piano prevede strumentazioni di monitoraggio obsolete e superate da tecnologie più affidabili ed avanzate. Le aziende sono impegnate da molti anni, e non solo per le Aia, a effettuare corposi investimenti – circa 5 miliardi di euro negli ultimi 18 anni – per contenere le emissioni in atmosfera utilizzando le migliori tecnologie, predisponendo piani di controllo e monitoraggio dettagliati e costantemente aggiornati”.

Confindustria chiede quindi al Governo Regionale di stabilire le modalità più opportune per procedere al riesame del Piano, “considerando che Confindustria Siracusa e le aziende del polo industriale siracusano, e non solo, non sono state messe nelle condizioni di partecipare alla dovuta consultazione – conclude – siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo, con la consapevolezza che siamo i primi a voler puntare ad uno standard più elevato di qualità della vita in linea con un ambiente sostenibile”.


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