Augusta, non sarà dimenticato il tenore Marcello Giordani. Ricordato anche dal liceo Megara e dal comprensivo Principe di Napoli

L’impegno delle corali e associazioni è di organizzare ogni anno un evento in suo nome, le due scuole si sono ritrovate insieme nel cortile della Cittadella

Non sarà dimenticato Marcello Giordani, il tenore augustano di fama internazionale scomparso improvvisamente sabato pomeriggio, che tanto amava Augusta da aver regalato ai suoi concittadini tanti eventi culturali di livello. Sarà ricordato ogni anno con un evento in suo onore, questo l’impegno arrivato nel giorno dell’ultimo saluto e dell’abbraccio di tutti gli augustani, tributatogli in chiesa Madre lunedì pomeriggio, dall’altare della Madrice.

A nome di tutte le comunità corali augustane, delle associazioni con cui ha Marcello ha collaborato e quelle che nel suo desiderio avrebbe voluto che fossero con lui comunico che ogni anno ci impegneremo a realizzare un evento in sua memoria. Sarei sempre con noi Marcello” – ha detto commossa Cettina Messina, presidente della corale Euterpe, che tante volte ha collaborato nelle varie rappresentazioni promosse dal compianto tenore. L’ “illustre messaggero nel mondo della tradizione del melodramma e dell’orgoglio augustano” che, nel giorno del lutto cittadino, è stato così anche ricordato dagli istituti scolastici che si trovano alla Cittadella degli studi di Terravecchia come i licei Megara e l‘istituto comprensivo Principe di Napoli.

Tutta la comunità scolastica dell’istituto superiore e una rappresentanza del comprensivo Principe di Napoli si sono ritrovati tutti insieme, nel cortile esterno ai licei “stretti in un unico anello di affetto e al suono delle note di “Nessun dorma”, hanno ascoltato le parole appassionate di un augustano che voleva fortissimamente vincere e ci era riuscito”.

Il dirigente del Megara Renato Santoro, ha centrato l’attenzione sul tema della vita e ricordano i versi di Madre Teresa di Calcutta, ha sottolineato “che la vita è un’opportunità e va colta, è una sfida e va affrontata, è un sogno e va realizzato, è una canzone e va cantata…tutto questo rappresenta la vita del grande maestro”.  “Che la sua vita sia d’esempio per voi, cari ragazzi. Non dovete permettere mai a nessuno di calpestare i vostri sogni” ha, invece, detto ai suoi alunni la dirigente della Principe Di Napoli Agata Sortino esortandoli a prendere esempio della vita del tenore, che la dirigente scolastica aveva conosciuto personalmente durante la catechesi. Ricordava che il suo sogno era quello di diventare un cantante lirico. Anche se preso in giro per questo traguardo, che sembrava impossibile alla fine è riuscito ad essere un grande tenore.

Questo l’omaggio della scuola:

“Marcello Guagliardo in arte era Marcello Giordani: Marcello per gli amici e per chi lo conosceva sin da piccolino; maestro per chi lo incrociava nelle strade di Augusta e lo riconosceva come una delle bandiere dell’eccellenza italiana nel mondo e della piccola Augusta. Era originario di Augusta del quartiere della Borgata sulla terraferma, e sempre ad Augusta era rimasto legato nel cuore e fisicamente, nonostante i suoi viaggi e i suoi riconoscimenti mondiali. Ma era una persona alla mano e sempre sorridente il maestro, felice di vivere ad Augusta anche se era sempre in giro per il mondo, in tutti i teatri del mondo, a cantare le arie e interpretando i personaggi della famosa arte del melodramma italiano. La sua fine prematura e al culmine della carriera, lascia un vuoto nel mondo dell’arte e della cultura italiana.

Il paese in cui, sin dalla sua unificazione e per volere di Giuseppe De Sanctis, primo ministro dell’istruzione del Regno d’Italia, fu codificato che l’insegnamento della musica non fosse impartito nelle scuole perché considerato non adeguato alla costituzione di caratteri forti, il melodramma lirico è paradossalmente poco conosciuto, avendo perso, nel tempo, la sua vocazione popolare attraverso la diffusione delle più famose arie d’opera. Tuttavia l’Italia è il paese del melodramma e questo è riconosciuto in tutto il mondo. All’estero, infatti, opere liriche come Norma, Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore, Aida, Trovatore, Otello, Turandot, La traviata, Tosca, Cavalleria Rusticana e tutta la tradizione del melodramma da Verdi a Puccini, da Rossini a Donizetti, da Bellini a Mascagni, sono conosciutissime e apprezzate, nonché fortemente richieste dai cartelloni dei più rinomati teatri del mondo, contribuendo così ad alimentare una diffusione della cultura italiana musicale e non solo.

Marcello Giordani è stato uno dei figli di quella tradizione : percorrendo migliaia e migliaia di chilometri in tutto il mondo, il tenore Giordani ha diffuso parole e musica con il suo canto e il suo trascinante entusiasmo che metteva anche nell’insegnamento ai giovani. Perché è con studio e fatica che si diventa grandi e Marcello Giordani era un grande tra i grandi della lirica.  Classe 1963, inizia a studiare nel 1983 con il soprano Maria Gentile; il debutto è nel 1986 nel ruolo del duca di Mantova in Rigoletto a Spoleto, dove aveva vinto nello stesso anno il concorso di canto. Debutta poi negli Stati Uniti interpretando Nadir nei Pescatori di perle nella stagione 1988-89 alla Portland Opera, proseguendo poi alla Scala di Milano come Rodolfo ne La Bohème nel 1988, e al Metropolitan di New York come Nemorino nell’Elisir d’Amore nel 1993. La scia dei successi avanza inarrestabile e e porta Marcello Giordani a calcare i teatri mondiali . Tra i suoi trionfi, nel 2004 è Pinkerton nella Madame Butterfly all’Arena di Verona, con la direzione d’orchestra di Daniel Oren e con la regia del grande Franco Zeffirelli; nel 2007 interpreta La forza del destino a Firenze diretto dal Maestro Zubin Mehta.

Il volo dell’artista è stato spiccato e prosegue. Le valigie sempre pronte, Marcello Giordani porta il belcanto ovunque, ma sceglie di vivere e risiedere con la sua famiglia ad Augusta, il luogo dove tornare da ogni lunga tournee e dove fa crescere la sua famiglia umana e artistica, fondando anche un’accademia per la formazione di giovani musicisti e cantanti perché il sogno sia coltivato laddove ci sono le radici e le eccellenze. Augusta è la sede in cui il tenore fa rappresentare Cavalleria Rusticana (2015) Pagliacci (2017) e Tosca (2019).
La piazza del Duomo di Augusta è il luogo di queste rappresentazioni, con grande coinvolgimento di pubblico, maestranze, figuranti e musicisti che portano la tradizione e il grande talento di Marcello Giordani, dei suoi colleghi e dei suoi allievi in quell’Augusta che egli amava profondamente. I suoi ultimi doni, per i quali non si era risparmiato un momento, sono stati sempre per la Sicilia: le due rappresentazioni della Turandot con Giordani nel ruolo di Calaf al teatro greco di Siracusa il 3 agosto e al teatro di Taormina un mese dopo.
Sarebbe partito presto per un’altra tournee e poi sarebbe ritornato come sempre aveva fatto e avrebbe continuato a fare. Ci mancherai, Maestro. Adesso voli lontano, ma la tua voce resterà per sempre con noi”.

 

 

 


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