Augusta, la Villa comunale com’era un tempo e com’è oggi nel documentario dell’associazione “Destinazione futuro”

Il filmato è stato presentato in una sala privata in via Principe Umberto, alla presenza di un numeroso pubblico e anche del deputato regionale Rossana Cannata

In passato la Villa comunale era il principale luogo abitato di Augusta, dove furono edificate le prime case ai tempi della sua fondazione da parte di Federico II di Svevia che qui deportò gli abitanti di Centuripe e Montalbano, dove  furono seppelliti centinaia di morti del terremoto del 1693, mentre la piazza Castello cominciò a diventare tale a partire dal 1675, quando i francesi demolirono tutto l’abitato a ridosso del Castello Svevo, fino a via Colombo, per poter avere a disposizione di una grande Piazza d’Armi. Una curiosità sull’origine dei giardini pubblici che pochi sanno e con cui inizia il documentario della collana “Qualcosa rimane”, dedicato interamente alla Villa comunale presentato ieri sera per la prima volta dai ragazzi dell’associazione politico-culturale “Destinazione futuro” che l’hanno realizzato.

Nonostante le cose vadano male, c’è da parte nostra la voglia di metterci in gioco a piccoli passi e con piccoli progetti – ha detto Rosario Sicari, che ha moderato l’incontro di presentazione del video – Ci sono tante piccole cose che, se venissero risolte, ci permetterebbero di vivere meglio”. Federica Giangrande, una dei due referenti ha ricordato la storia dell’associazione, nata l’anno scorso e composta da ragazzi augustani, studenti universitari o lavoratori, sparsi in giro per l’Italia “che hanno voglia di crederci ancora. Grazie all’impegno possiamo costruire ancora qualcosa per il futuro, non possiamo dimenticare le nostre origini, cominciamo a parlare delle case belle che abbiamo”.

A spiegare il documentario sulla Villa, tema scelto anche in base alle preferenze degli augustani, è stata Giulia Serra che ha parlato di un episodio zero suddiviso i tre capitoli. “Il primo racconta delle origini della Villa comunale fino ai nostri giorni, il secondo invece – ha spiegato – parla del patrimonio immateriale  di tutte le persone che hanno calcato la Villa comunale e il terzo si conclude con uno sguardo al futuro e con il racconto della festa di San Domenico, unico momento in cui la villa comunale brulica di gente”. Il documentario è stato realizzato con immagini di repertorio dell’epoca in bianco e nero  e più  attuali a colori, che hanno come protagonista il racconto di quelli che furono un tempo i giardini pubblici, affidato a Giuseppe Carrabino, cultore della storia locale, già presidente della commissione comunale di Storia patria che, di volta in volta, dialoga con alcuni ragazzi dell’associazione.

E che, alla fine, ha avanzato l’ipotesi di poter distribuire diversamente le bancarelle della festa del patrono in altre piazze del centro storico per evitare quel degrado che spesso si verifica in quest’occasione e “fare in modo che periodicamente quel tipo di attività occasionali possano diventare motivo di aggregazione per bambini con le giostrine e anche per i piccoli con momenti diversi di animazione”.

A conclusione dell’incontro Andrea Lombardo, altro referente dell’associazione ha ribadito uno dei loro obiettivi, “restituire il passato alla città che merita che il suo futuro sia glorioso tanto quanto il suo passato”, stesso concetto sottolineato anche da Peppe Di Mare, consigliere comunale di “CambiAugusta”, che insieme a “Destinazione futuro” fa parte della federazione di movimenti “#per Augusta”. “La vostra presenza qui – ha affermato Di Mare – indica la via del coraggio e della memoria di una città che deve scommettere sui giovani. Augusta è sempre stata una città trainante, è necessario che torni ad esserlo. L’invito ai ragazzi è di rimboccarsi le maniche  e mettersi in gioco, è finito il tempo di delegare agli altri il vostro futuro”.

Ha presenziato anche la parlamentare regionale Rossana Cannata, che ha apprezzato il progetto e le intenzioni dei ragazzi: “c’è bisogno di gente come voi per cambiare qualcosa“.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo