Augusta, la provinciale 61 e la mancata cessione al Comune in discussione al Consiglio comunale

La seduta si è svolta dopo una richiesta di ordine del giorno di 13 consiglieri di opposizione, in aula anche un tecnico della ex Provincia e componenti del comitato “Roberto siamo noi”

Dal 9 maggio 2018 esiste un verbale di consegna, a cui non è stato dato seguito, della provinciale 61 siglato tra il Libero consorzio e il Comune di Augusta per la cessione dei nove chilometri di strada che si trovano al Monte Tauro e ormai rappresentano, a tutti gli effetti, un’arteria urbana dopo che negli anni il quartiere è notevolmente cresciuto da un punto di vista demografico. C’è, al contempo, avviata un’altra procedura per la cessione al Comune di altri tratti di strade provinciali, ma anche l’impegno a portare a termine la vicenda quanto prima. E’ quanto emerso, nei giorni scorsi, durante il consiglio comunale aperto, convocato dalla presidente Sarah Marturana con all’ordine del giorno le problematiche di sicurezza del quartiere di Monte Tauro e la contorta vicenda della cessione all’Ente locale di alcune strade provinciali, come la 61, su cui il comitato “Roberto siamo noi” ha acceso i riflettori in questi ultimi mesi.

Il consiglio si è tenuto dopo che 13 consiglieri di opposizione avevano presentato una richiesta di ordine del giorno, letta all’inizio della seduta dal consigliere di Articolo uno Giancarlo Triberio che ha ricordato tutto il lungo iter per la cessione, ancora non avvenuta, della strada al Comune caratterizzato da varie delibere sia del Libero consorzio di Siracusa che del Comune e da un “rimpallo” di responsabilità tra i vari enti. L’esponente dell’opposizione ha anche ribadito quali siano le richieste dei residenti per gli interventi ed accorgimenti di sicurezza nel popoloso quartiere, dove si sono verificati incidenti mortali e che hanno avuto inizio con una lettera di padre Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di San Giuseppe Innografo del 2015, poi reiterata dalle note del comitato “Roberto siamo noi”.

A spiegare come stanno le cose è stato, per conto della ex Provincia, Antonio Barbiera, capo servizio della viabilità extraurbana che dell’ente che, rispondendo alle domande di alcuni consiglieri, ha detto che il verbale del 2018 di consegna è valido, ma “deve essere ultimato con la trasmissione a Palermo per il passaggio ufficiale e la comunicazione della declassificazione allo Stato tramite Palermo perchè deve essere inventariata la cessione. – ha aggiunto il tecnico- Bisogna fare una documentazione firmata dagli enti e mandarla a Palermo e non è stata fatta finora a causa di molti tentativi di poterci incontrarci e di tecnici non disponibili. Così siamo rimasti con il verbale in sospeso, come consorzio non c’è nessun problema a concludere l’iter e al più presto ci incontreremo e andremo avanti”.

In piedi anche l’iter, complicato, per la cessione degli altri tratti di strada provinciale che hanno incluso anche la 61 di cui ha parlato il sindaco Cettina Di Pietro che ha definito il “Monte un Far west, con strade che finiscono in un modo e iniziano in un altro. I problemi del quartiere non nascono certo da 4 anni, – ha aggiunto- questa zona è stata selvaggiamente urbanizzata senza una pianificazione precisa, sono tutte aree al pascolo con varianti al piano regolatore”. Poi ha spiegato che è stata fatta la delimitazione del perimetro urbano e, proprio per questa urbanizzazione selvaggia, delle strade sono state inglobate nel tessuto cittadino, con dei criteri precisi per la cessione che sono stati oggetto di costante concertazione con il Libero consorzio, la Polizia municipale e il settore Urbanistica.  “Si arriva così ad una prima bozza di delibera, nessuno dei due enti ha mai messo in contestazione che la 61 avesse le caratteristiche per essere inglobata nel centro urbano –ha proseguito Di Pietro- La nota viene inviata il 17 novembre del 2017, fa seguito a tutta una serie di interlocuzioni con i commissari che si sono succeduti al Libero consorzio per segnalare la ex 114, il tratto del muro caduto, il cavalcavia di conte Sancho Landogna e la sp 1 Augusta-Brucoli”.

Sulla bozza il Libero consorzio ha fatto delle osservazioni “poi sono storia non troppo felice le lungaggini successive dovute ad atti interni degli uffici. Ricevuto il comitato – ha ricordato- scopriamo che c’è una delibera del Libero consorzio, i tecnici dicono di averla trasmessa al Comune, ma dagli uffici comunali mi dicono che non c’è. Quando ne ho materiale contezza mi accorgo di un’irregolarità su altri tratti stradali, inseriti anche se non hanno i presupposti, che non riguarda la 61 e chiedo al Libero consorzio di revocarla in autotutela. Nel frattempo si trasmette la delibera di giunta definitiva con la perimetrazione e il passo successivo è il verbale di consegna. L’iter è andato avanti, c’è il massimo impegno e vi invito anche ad interpellare il commissario del Libero consorzio”. Il sindaco ha, infine, definito “risibile” la risposta della Regione al comitato che non “ha chiarito nulla” e ha anche contestato che anche alcune richieste presentate dal comitato prevedono “interventi strutturali di non poco conto come semafori, marciapiedi, illuminazione pubblica, di programmazione vera e propria da inserire nel piano triennale“. Diversi gli interventi dei consiglieri comunali come Peppe Di Mare, Giuseppe Schermi, Biagio Tribulato, Angelo Pasqua, Mauro Caruso e Marco Niciforo non sono mancati durante la seduta gli scontri e i battibecchi in aula, tra cui quello di uno dei fondatori del comitato, Enzo Speciale e il primo cittadino a proposito della richiesta dei parcheggi contenuta nella nota del comitato.

Per noi è stato questo un momento di sintesi– ha detto Speciale- volevamo comunicare con i vari enti e in questo rimpallo di competenze eravamo messi al centro. Purtroppo però abbiamo capito che non è cambiato nulla e che non è stato fatto alcun passo in avanti”. Poi Speciale ha annunciato l’esposizione di lenzuola sulla sicurezza per invitare a rallentare e non e a non mettere a rischio la propria vita nè quella degli altri che già sono comparsi in alcuni punti del quartiere.


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